Venerdì 24, inaugurano due mostre al CAMeC

LA SPEZIA- Venerdì 24 alle ore 18 al CAMeC inaugurano due mostre.

Donazioni 2.0
La prima è la nuova mostra dalle collezioni permanenti del CAMeC, in questo caso del tutto attinta dalle acquisizioni successive all’apertura del Centro e della Palazzina delle Arti e frutto di donazioni da parte di artisti o loro eredi.
Come è noto, il Centro è nato dalla necessità di ospitare, adeguatamente conservare e valorizzare il nucleo originario delle civiche raccolte di arte contemporanea, acquisito tramite il Premio del Golfo ed ampliato dalle cospicue e illuminate donazioni Cozzani e Battolini. Negli anni numerose opere sono state offerte in occasione di eventi espositivi, al termine dei quali gli autori hanno desiderato contribuire all’accrescimento del patrimonio; altre, invece, sono entrate grazie a proposte spontanee, di volta in volta valutate da una commissione partecipata dal Ministero per i Beni e le attività culturali o tramite il Premio “Settembre d’Arte” nelle edizioni 2011-2012. Altre ancora, infine, derivano dalle attività espositive realizzate dall’altro recente centro cittadino che promuove e valorizza l’arte moderna e contemporanea, la Palazzina delle Arti. La mostra intende documentare e rendere omaggio a questi generosi, concreti, contributi che consentono alla Spezia di accrescere le collezioni d’arte con autori e opere di vaglia a fronte di una pesante crisi economica che non permette, come sarebbe invece necessario, una programmazione di acquisti e acquisizioni. Le donazioni degli artisti che hanno avuto relazioni espositive e/o di amicizia con il CAMeC e con i musei spezzini riempiono di senso compiuto l’accrescimento patrimoniale, proprio perché scandiscono le tappe della programmazione culturale che il CAMeC ha attuato e perché cementano legami intellettuali e affettivi tra artisti, storici dell’arte, critici ed eredi degli artisti che rafforzano l’identità e la vita culturale del Centro.
Questo primo progetto espositivo presenta una parte delle recenti donazioni e intende far conoscere alla città e al pubblico la ricchezza di un patrimonio in divenire. L’impianto espositivo propone infatti una miscellanea molto significativa della pittura del Novecento e del nuovo millennio, il cui incipit è affidato a un importante dipinto di Ottone Rosai, una Via San Lorenzo degli anni Quaranta; quindi il percorso si articola in nuclei linguistici terminando con una sala interamente dedicata all’astrazione.
Questi gli artisti in mostra: Bizhan Bassiri, Pier Giulio Bonifacio, Umberto Bonzanini, Enrico Bortoluzzi, Enzo Cacciola, Giovanni Campus, Marco Casentini, Alberto Cavalieri, Walter Coggio, Clelia Cortemiglia, Franco de Courten, Mauro Fabiani, Gloria Giuliano, Vincentiu Grigorescu, Jonathan Guaitamacchi, Leona K., Alessio Manfredi, Federico Marconi, Francesco Martera, Luca Matti, Monica Michelotti, Concetto Pozzati, Amedeo Reggio, Romano Rizzato, Ottone Rosai, Diet Sayler, Edith Schloss, Danilo Sergiampietri, Marcello Simonetta, Vittorio Sopracase, George Tatge, Agostino Tulumello, Alessandra Turolli, Bruno Zoppi.

Durata: 25 giugno 2016 – 8 gennaio 2017

Mettiamoci la faccia
Ideato dall’Assessorato alla Cultura del Comune della Spezia, Mettiamoci la faccia. Artisti della città al museo fa parte di un più ampio progetto di mappatura degli atelier presenti in città nella volontà di mettere a sistema il ricco ecosistema culturale del territorio – attivato non solo dalle istituzioni ma anche da iniziative private – nella direzione di una regia unica. Giunto qui alla sua seconda edizione, Mettiamoci la faccia ripropone il suo format che prevede il racconto dell’artista attraverso tre scatti: il ritratto, un lavoro e lo studio. “Faccia” che è dunque non solo il viso dell’autore ma anche, e soprattutto, il luogo più intimo di creazione – l’atelier appunto – e l’opera, ‘figlia’ dell’ingegno. Gli artisti hanno aperto i propri studi, luoghi privati e generalmente inaccessibili, a dieci giovani fotografi che, raccontando questi spazi, hanno anche attivato momenti di dialogo e confronto informale sulle pratiche artistiche contemporanee.
Tra la prima e la seconda edizione diciassette i fotografi che vi hanno lavorato e cinquanta le presenze degli artisti documentati per una mappatura tutto’ora in divenire.
Con una selezione di autori nati tra gli anni ’20 e gli anni ’80, il progetto traccia anche un’ampia panoramica sulle ricerche artistiche cittadine: scultura, pittura, incisione, fotografia, video, installazioni, performance fino a interventi di arte pubblica e street art. Il progetto si pone come interfaccia tra la produzione artistica del territorio, i suoi abitanti e gli operatori del settore generando connessioni con il network del contemporaneo.

La commissione scientifica del progetto formata da Eleonora Acerbi, Luca Basile, Cinzia Compalati (curatore della mostra), Valerio P. Cremolini, Enrico Formica, Marzia Ratti, Federigo Salvadori, Francesco Vaccarone ha selezionato un nuovo gruppo di giovani fotografi – Pietro Benelli, Hans Burger j., Beatrice Buticchi, Chiara Picariello, Andrea Piotto, Erica Portunato, Francesco Scontrini, Roberto Vendasi, Alessandro Trapezio, Matteo Trombello – che ha documentato l’atelier di altri 25 artisti attivi sul territorio: Alfio Antonietti, Federico Anselmi, Franca Battistella, Anna Bettarini, Marco Casentini, Catia Castellani, Daniela Cesino, Walter Coggio, Michele De Luca, Giulietta Gamberini, Silvia Garzonotti, Gloria Giuliano, Claudia Guastini, Stefano Lanzardo, Alessio Manfredi, Francesco Martera, Beppe Mecconi, Roberto Pertile, Franca Puliti, Mirella Raggi, Roberta Signani, Alberto Sordi, Emilio Voglino, Bruno Zoppi, Paola Zucchello.

Inoltre CAMeC piano 0 – lo spazio inclusivo e partecipativo del Centro rivolto principalmente ai giovani e alla relazione con il territorio – ospita Social Wall, un muro che – in maniera ossimorica – abbatte le barriere e funge da diaframma permeabile tra la città e il suo museo d’arte contemporanea. Fil rouge che collega i progetti che si avvicendano in questo spazio è Fermata CAMeC, l’immaginario bus stop all’interno del Centro. Lì una panchina permette al visitatore di osservare di volta in volta i manifesti da affissione pubblicitaria che via via – come nelle strade reali – si sovrappongono l’uno all’altro con il susseguirsi delle mostre. In questa occasione Social Wall ospita le uniche ‘facce’ che non vediamo mai, quelle che stanno dietro all’obiettivo, i fotografi che hanno lavorato a questa seconda edizione.

 24 giugno – 18 settembre 2016

Sede: CAMeC–Centro Arte Moderna e Contemporanea, Piazza Battisti, 1, La Spezia

Orari: da martedì a domenica, 11.00–18.00; chiuso il lunedì, Natale e Capodanno

Informazioni e prenotazioni: tel. + 39 0187 734593 / fax + 39 0187 256773
camec@comune.sp.it / http://camec.spezianet.it

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