IPASVI: in Toscana i concorsi, a Spezia i discorsi…

LA SPEZIA– Oggi tantissimi Infermieri  spezzini sono a Livorno, per le prove selettive del concorso regionale che porterà nuovo personale negli ospedali toscani. Il Collegio IPASVI la Spezia ha organizzato una trasferta con autobus, noleggiati per aiutare gli iscritti nella  logistica della giornata, e la foto mostra uno dei due mezzi pieni di giovani Infermieri spezzini che cercano fortuna fuori città.
Eppure avremmo bisogno di Infermieri anche qui: è notizia di questi giorni che i reparti degli ospedali dell’ASL 5 sono stati ‘’accorpati’’ per la carenza di personale, tratto cronico della sanità pubblica locale, legata alle ferie…si sono alzate le voci di protesta di chi crede scorretto ridurre posti letto e servizi per motivi francamente ‘’prevedibilissimi’’, come le ferie dei professionisti sanitari in servizio all’ASL.

Ma, mentre migliaia di giovani Infermieri (15000 i candidati) si stanno ritrovando a Livorno, Siena, Firenze per la preselezione concorsuale toscana, la domanda sorge spontanea: a Spezia, si può solo accorpare?
Secondo noi no.

Cominciamo dai fatti legati ai numeri del personale. Come sostengono alcuni dirigenti, in questi anni di Infermieri ne sono stati assunti, e molti: solo nel 2015 ne sono entrati una quarantina. Che fine hanno fatto? Sono in servizio nelle degenze: il problema è che, in assenza di concorsi e proseguendo con le assunzioni ‘’in mobilità’’ (cioè con personale già in servizio da molti anni in altre ASL) l’età media si mantiene elevatissima, intorno ai 50 anni.  Nonostante manchino normative che riconoscano l’attività infermieristica come usurante (perlomeno per chi fa i turni sulle 24 ore in determinate realtà), i referti dei Medici Competenti inevitabilmente , di fronte a colonne vertebrali usurate da 20 o 30 anni di corsia, allontanano dal turno notturno o dai reparti più ‘’duri’’  l’Infermiere. E non potrebbe essere altrimenti.
Così, ci sono- è vero- quasi mille Infermieri in servizio- ma utilmente presenti alle esigenze dell’assistenza sulle 24 ore molti, molti meno: anche questo obbliga agli accorpamenti. Ma siamo sicuri che non si potrebbe fare diversamente?

Ancora l’esempio della confinante Toscana dimostra che sì, avremmo potuto tenere aperti i reparti. Come ? Semplicemente assumendo alcuni Infermieri con contratto libero professionale, cosa che peraltro fanno in estate da anni (!!!) tutte e quattro le altre Aziende Sanitarie liguri – la 1, la 2, la 3, la 4, l’IST; ma a Spezia no!
La Toscana il 6 maggio scorso ha emesso un avviso pubblico, che si sarebbe chiuso da lì a pochi giorni, per assicurare quattro mesi di lavoro (1 giugno- 30 settembre, esattamente il periodo di ferie contrattuale) a centinaia di Infermieri con contratto interinale.
Per chi tutela i diritti dei lavoratori si tratta di eresie; ma queste eresie favoriscono il lavoro di giovani, spesso disoccupati o sottoccupati per almeno 4 mesi; permettendo il mantenimento dei servizi standard ai cittadini (che d’estate a Spezia sembrano avere meno diritti del restante periodo dell’anno).

Alcuni dicono: ma non si può fare, a Spezia, perché abbiamo una graduatoria per tempi determinati. Ci sono in effetti oltre 2200 nominativi in questa graduatoria, le cui domande vennero presentate oltre due anni fa, in gran parte da Infermieri del Sud che, per pochissimi mesi di incarico, non si trasferiscono così facilmente; mentre i contratti interinali riguarderebbero più facilmente anche i nostri concittadini!!

Tempistiche a confronto: la Toscana in tre settimane del maggio 2016 ha emesso un bando e assunto decine di Infermieri  interinali (senza accorpare i reparti); a Spezia si sta ancora telefonando da oltre un anno a chi, utilmente presente in questa graduatoria a incarico, si prende (giustamente) i suoi tempi per decidere se accettare, e più spesso la risposta è no, obbligando gli uffici a ricontattare altro personale, in una spirale burocratica infinita. Nel frattempo, di assunzioni a incarico ‘’vere’’ ne son state fatte pochine, rispetto alle necessità: infatti, da noi si è giunti all’accorpamento dei reparti.
E poi: che fine ha fatto la mobilità per Infermieri (l’ennesima) già chiusa a livello di domande il 12 maggio (pare siano giunte 116 candidature)?? Qualora espletata, il primo dei 10 vincitori entrerà in servizio nel 2017 inoltrato, forse in tempo per le ferie estive….dell’anno che verrà.

E nel frattempo? Ah, sì: accorpiamo i reparti, giusto.

Nell’attesa i concorsi, promessi ed annunciati dalla Regione Liguria da oltre un mese, non si vedono ancora all’orizzonte. Ma ricordiamo – infine -che ci sono in ASL 5 dati non abbastanza osservati, a nostro avviso; e questi dati sono essi stessi  – e lo sono da anni…- un invito a decisioni conseguenti:

  • Alcuni reparti hanno tassi di occupazione davvero bassi. Cioè non sono frequentati, non hanno abbastanza pazienti, clienti, ospiti. Li lasciamo attivi, come se niente fosse? Si; ma richiedono risorse umane e materiali esattamente identiche a quelli con tassi di occupazione superiori al 100%! Ricordiamo che fortunatamente non si tratta di una industria automobilistica, e la chiusura o il dimezzamento di una linea produttiva (reparto) non causa nessuna perdita di posti di lavoro…
  • Nel 2014 la spesa per le prestazioni aggiuntive, cioè le attività svolte per superare emergenze varie (unità di crisi, emergenze influenza, assistenza aggiuntiva ai pronto soccorsi, riduzioni liste di attesa operatorie, campagne vaccinali, eccetera) era di circa 75000 euro per il personale sanitario del comparto; ma nel 2015 il dato ha superato i 350mila euro! Cinque volte tanto! Significa che cresce esponenzialmente il bisogno di coprire turni che resterebbero vacanti, senza questo regime speciale! Qualche assunzione da concorso, con queste cifre, avrebbe potuto uscire facilmente, o no? Anche in risposta ai nuovi obblighi sui tempi di riposo previsti dalla Legge 161 del 2014…
  • Un Ordine professionale non fa politica ‘’tradizionale’’, non sta a destra, al centro, a sinistra. Deve però richiamare l’attenzione delle forze politiche che decidono sul destino del livello di cure erogate ed erogabili, e sul destino dei professionisti sanitari; in particolare di quei giovani cittadini che dopo anni di università vanno -in 15mila- a giocarsi pochi posti da Infermiere a Livorno.

Resta una chiusura amara:  in Toscana si fanno i concorsi, mentre a Spezia tanti discorsi.

Buona estate.

Il Direttivo di IPASVI la Spezia- Collegio Infermieri.

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