Paesaggio e territorio in Liguria, un intervento di Giorgio Pagano e Massimo Quaini

La Giunta regionale sta lavorando al Piano Paesaggistico con il Ministero dei Beni, Attività Culturali e Turismo (MIBACT). Con l’approvazione del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (2004) i percorsi della pianificazione territoriale e paesaggistica non sono più separati: il Piano Territoriale Regionale (PTR) deve essere unificato con il Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico (PTCP) e deve essere il prodotto di una copianificazione tra Regione e MIBACT, ovvero con la Sovrintendenza regionale, nel frattempo abolita dal MIBACT con la riforma in corso che unifica le strutture esistenti in un’unica Sovrintendenza di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. La riforma arriva in un momento molto delicato: la Regione ha praticamente completato l’iter del nuovo PTR, ma la sua valenza paesaggistica non è stata finora riconosciuta dal MIBACT a causa dell’assenza di copianificazione. La nuova struttura decentrata del MIBACT riuscirà a svolgere questo compito? Difficile dirlo. Va aggiunto che i primi provvedimenti della Giunta Toti non sono incoraggianti: si pensi al Piano casa, e a quanto possa essere sfigurato un edificio dai volumi concessi.

La Liguria è storicamente tra le Regioni che mostrano la più scarsa attenzione al paesaggio: la Regione, a differenza di Puglia e Toscana, non ha approvato il nuovo Piano Paesaggistico e non ha costituito l’Osservatorio regionale del paesaggio. Eppure proprio il paesaggio potrebbe avere un ruolo centrale e unificatore delle politiche territoriali per il suo carattere multidimensionale, e informare l’intera politica di una regione dove il paesaggio è la maggiore risorsa culturale ed economica. Ecco perché sollecitiamo l’approvazione del Piano Territoriale con valenza paesaggistica: un Piano in cui il contesto territoriale rispettoso delle infinite varietà locali e coscienze di luogo abbia un rilevanza centrale nel definire le regole di trasformazione del territorio e le norme dei beni vincolati; e in cui il concetto di valorizzazione del paesaggio sia riferito all’elevamento della qualità della vita delle popolazioni. Solo così si creeranno le condizioni di un’altra economia, basata sulla bellezza e sulla valorizzazione del patrimonio territoriale: filiera agroalimentare, turismo sostenibile, artigianato, energie rinnovabili, recupero ed efficienza energetica, beni culturali e ambientali. Insieme al territorio il nostro paesaggio è una fonte inesauribile di valori. Non è una nicchia, ma al contrario la nostra Arca per l’avvenire.

Giorgio Pagano e Massimo Quaini

Promotori dell’Osservatorio Civico Ligure

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