Gli ex sindaci Giacché e Bertagna in difesa della Costituzione. Appello dal Pd a votare NO

LA SPEZIA – Finalmente arriva anche il dissenso interno al Pd sulla Riforma Costituzionale. Fa piacere constatare che, nonostante il clima teso e le dichiarazioni “minacciose” dei vari esponenti renziani (Delrio: non saranno accettati comitati del no interni al Pd)
http://www.askanews.it/politica/delrio-non-saranno-accettati-comitati-del-no-interni-al-pd_711821868.htm
una pattuglia di iscritti e simpatizzanti Pd esce allo scoperto e lancia un appello a votare No.
E che pattuglia! Alla guida assieme al nostro collaboratore Marcello Delfino, già vicesindaco e Consigliere Comunale, troviamo due ex Sindaci, il Senatore Aldo Giacché e Sandro Bertagna, oltre all’ex presidente della Provincia Giuseppe Ricciardi.
Poi tanti nomi della sinistra storica, uomini e donne impegnate nell’associazionismo. Sono circa sessanta i firmatari di un appello che pubblichiamo integralmente:

“Al referendum costituzionale votiamo NO!
Perché è una “riforma” che, pur finalizzata al superamento del bicameralismo perfetto, ne propone un’edizione pasticciata e contraddittoria che non rende più spedito l’iter delle leggi ma lo complica aumentando a dismisura il numero dei procedimenti legislativi e crea seri conflitti di competenza tra Stato e Regioni, tra Camera e Senato.
Perché non taglia veramente i costi della politica: quelli del Senato vengono ridotti solo di un quinto, mentre, se il problema fossero i costi, si potevano dimezzare quelli della Camera, cosa che questa sedicente riforma non fa.
Perché in abbinamento con la legge elettorale (Italicum) affossa l’esercizio della sovranità popolare (art.1) mortificando il principio della rappresentatività, fondamento dell’espressione sovrana del popolo, garantendo maggioranze parlamentari a chi non le consegue nel Paese per mezzo di un premio di maggioranza sproporzionato che dà ad una minoranza di nominati da un partito la possibilità di controllare tutti i poteri, compresi quelli di garanzia.
Perché non innova ma, anzi, favorisce il ritorno ad un centralismo fuori tempo e fuori misura, sottraendo alla competenza delle autonomie locali la gran parte delle risorse finanziarie e delle competenze.
Perché compromette pericolosamente la divisione e l’equilibrio tra i poteri costituzionali dello Stato, sottomettendo gli organi di garanzia (Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale) alla falsa maggioranza politica.

Una riforma che stravolge la Costituzione nata dalla Resistenza.
Una riforma, sbagliata e pericolosa, che insieme alla nuova legge elettorale (Italicum) riduce il potere dei cittadini.
Una riforma che va respinta votando NO al referendum.”

Seguono i firmatari: Ambrosi Carla, Angella Andreina, Barbagelata Paolo, Basso Pino, Bertagna Sandro, Bianchi Margherita, Biggi Alessandro, Billò Giovanni, Bizzi Mario, Bonora Fabrizio, Borrini Giovanni, Bragazzi Vittorio, Bragoni Marco, Bucchioni Claudio, Campi Carlo, Canese Luciana, Cardone Emilia, Caroti Dario, Castagna Francesca, Castaldi Michele, Cavedon Gigliola, Cavicchioli Stefano, Ceccarini Vinicio, Censoplano Rosanna, Comastri Franco, Corradini Valerio, Delfino Marcello, D’Imporzano Monica, Edoardo Ponzanelli Lorella, Garbini Tiziano, Gazzano Luca, Giacché Aldo, Giacché Dino, Gionfra Roberto, Ichestre Fulvio, Landi Franca, Lazzoni Maurica, Lorè Irio, Lorè Veruska, Marinaro Gianfranco, Masè Ida, Mauriello Marina, Merli Michele, Michelini Mingotti Manuela, Giuliana, Oligeri Claudio, Pini Marco, Pittiglio Rosanna, Pucci Paolo, Putrino Paolo, Raule Gianfranco, Remondi Patrizia, Ricciardi Giuseppe, Saccani Mario, Salvia Alfio, Savelli Paolo, Scalone Christian, Scappazzoni Giuliano, Scatena Settimo, Simoncini Piero, Spaletra Umberto, Tamberi Stefano, Tanfi Alberto, Vanni Luca, Vassallo Andrea.

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