Secondo appuntamento con Jacques Tati al Cinema Il Nuovo

Martedì 14 e mercoledì 15 alle ore 17.30-19.30-21.15 secondo appuntamento al Nuovo con il genio di Jacques Tati dopo Mon Oncle ( Mio Zio).

Playtime è stata la più grande sfida per Tati che per realizzare questo suo sogno scenografico (la costruzione di Tativille si rivelò molto più costosa del previsto) finì sul lastrico. Per realizzare le avventure del suo Monsieur Hulot alle prese con un gruppo di turisti americani il regista ipotecò la sua casa di Saint-Germain-en-Laye che finì pignorata.
Ma per Jacques Tati Playtime doveva essere un film grandioso, girato in 70 mm. e con una colonna sonora stereofonica a 5 canali piuttosto complessa per quel tempo. 24 ore di un gruppo di americani a Parigi: ecco come raccontava lo stesso regista il suo film. “All’epoca delle compagnie aeree economiche un gruppo arriva in Europa con il programma: una città al giorno. Ma arrivati a Parigi si rendono conto che l’aeroporto è esattamente come quello che hanno appena lasciato a Roma, che le strade sono le stesse di Amburgo e che i lampadari assomigliano in modo incredibile a quelli di New York. Poi a poco a poco incontrano dei francesi e fra loro c’è Monsieur Hulot, lentamente del calore umano si diffonde offrendo loro l’occasione così di passare ventiquattro ore con dei parigini. “PlayTime non assomiglia a nulla che già esista al cinema. È un film che viene da un altro pianeta, dove i film si girano in maniera diversa – scriveva François TruffautForse PlayTime è l’Europa del 1968 filmata dal primo cineasta marziano, dal “loro” Louis Lumière? Lui vede quello che noi non vediamo più, sente quello che noi non sentiamo più, gira come noi non facciamo“.

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