Salvini legato come Aldo Moro. Una riflessione di Alessandro Biggi sulla vicenda Castaldi

LA SPEZIA – Riceviamo e pubblichiamo da Alessandro Biggi, militante PD:

“Ho osservato la vicenda che ha visto protagonista Edoardo Michele Castaldi, iscritto e dirigente PD che ha condiviso una foto ritraente il leader della Lega Salvini prigioniero, come Aldo Moro, con dietro una bandiera delle BR.

Conosco Edoardo e con lui ho avuto modo di parlare di questa vicenda; so quanto ami il “politically scorrect” e l’ironia dissacrante, per questo ho capito dalle sue parole che ha condiviso quella foto solo ed esclusivamente con intento ironico e che è scioccato e spaventato dal circo mediatico al quale si trova inaspettatamente sottoposto.
Bisogna tuttavia far notare un particolare non di poco conto: Edoardo Castaldi ha condiviso l’immagine già modificata da una pagina di satira pungente denominata “Siberia Subito” dopo che la stessa immagine era già stata condivisa da centinaia di persone diventando come si suol dire “virale”; l’incauta mossa è valsa a Edoardo la ribalta nazionale con strali e strumentalizzazioni su tutti i media possibili immaginabili, come si può alla luce dei fatti non pensare che tutto questo sia avvenuto solo perché Castaldi è un dirigente del PD, al contrario dei tantissimi che hanno condiviso quella medesima foto prima di lui attraverso la pagina satirica “Siberia Subito”?
Penso che la foto pubblicata sia di pessimo gusto e un dirigente di partito, seppur giovane, dovrebbe fare attenzione quando condivide certi contenuti, per quanto con intento evidentemente satirico come in questo caso.
Penso anche che Edoardo abbia compiuto sinceramente una leggerezza e sia stato ingenuo nel condividere a foto, però non posso fare a meno di notare alcuni elementi che stridono in questa vicenda.
Posso comprendere tatticamente, pur non condividendola, la reazione strumentale della Lega, che a un giorno dal voto amministrativo giocava una partita fondamentale per la leadership del centrodestra e per questo ha sfruttato un’occasione inattesa per gettare discredito sul PD.
Quello che invece, paradossalmente, non posso comprendere, è la reazione di parte della dirigenza PD locale che, a partire dal Commissario Ermini passando per Cavarra e il Gruppo regionale PD capitanato dalla Paita, si sono scagliati con estrema durezza nei confronti del compagno Castaldi, solidarizzando subito con la Lega e minacciando dure sanzioni contro l’iscritto colpevole di aver pubblicato quella foto di pessimo gusto.
Tanto rigore sarebbe comprensibile se fosse applicato equamente, con coerenza, senza doppiopesismi e discriminazioni correntizie. Per questo vorrei chiedere al solerte Commissario Ermini e agli altri citati perché non si sono espressi con la stessa durezza anche su fatti recenti decisamente più gravi e certamente non commessi con intenti satirici.
Vien da chiedere come mai, per esempio, Ermini non abbia deferito alla Commissione di Garanzia il Consigliere PD Enrico Conti quando scrisse: “sinceramente non sono più giovane ma se c’è da tagliare qualche testa islamica x tutelare i miei figli de nada problems basta che mi fate il machete di Tejo…”.
Senza contare altri episodi gravissimi, come quando, per citarne uno che mi ha riguardato in prima persona, presentai ricorso alla stessa Commissione di Garanzia alla quale Ermini si è appellato, per chiedere sanzioni nei confronti di iscritti al PD inneggianti al fascismo.
Vidi riconosciute pienamente le mie ragioni vincendo il ricorso in tutte le sedi, ciononostante gli stessi fascisti pentiti furono subito reintegrati nel PD, addirittura con promozione, seppur costretti dalla Commissione a scrivere una sofferta lettera pubblica di ammenda per poter essere riammessi nel partito.
Gli stessi autori degli strali di “fuoco amico” contro Castaldi, a elezioni ancora lontane, si mostrarono però ben lieti di riammettere nel silenzio PD i camerati (pardon volevo dire compagni) che avevano sbagliato; il giorno prima delle amministrative tuttavia è accaduto il miracolo e i vari Ermini, Paita, Cavarra si sono riscoperti rigorosi censori in difesa dei valori PD, tanto da attaccare con sorprendente solerzia e inaudita durezza il giovane Castaldi, già sotto il fuoco dei media nazionali, locali e dei peggiori sciacalli da social network, il tutto per un episodio di gravità neanche paragonabile agli altri sopra citati.
Oggi anche la Lega, parte offesa nella vicenda, perdona la leggerezza di Edoardo attraverso una dichiarazione ufficiale della Consigliera Regionale Stefania Pucciarelli, comprendendo che nella pubblicazione di Edoardo, che si è scusato con tutti, non vi erano cattive intenzioni né tantomeno violenza, resta a questo punto da capire se anche Ermini, Cavarra e Paita lo capiranno o insisteranno nel voler procedere con un processo sommario e iniquo contro un iscritto non allineato con la loro corrente. Tirando le somme appare chiaro come si sia generata la classica tempesta in un bicchier d’acqua, alimentata dall’accesa competizione per le elezioni amministrative.
Un’ulteriore riprova, parafrasando il grande Flaiano, che la situazione politica in Italia è grave, ma non è seria”.
Alessandro Biggi, militante PD
Hanno chiesto spontaneamente di firmare il testo in segno di solidarietà anche Federica Paganelli, Marcello Delfino, Francesca Castagna, Rosanna Pittiglio, Michael Elisei, iscritti e dirigenti PD
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