Comitato Piano di Pitelli: “Noi, abbandonati dal Comune, chiediamo dal 2007 di essere ascoltati”

LA SPEZIA- Al confine tra il Comune di La Spezia e quello di Arcola, in località Castagnoni, vivono oltre 200 famiglie che sono ormai allo stremo e hanno formato un Comitato, il Comitato Piano di Pitelli, per denunciare le condizioni in cui sono costretti a vivere. Siamo in Via Rigazzara, in una zona industriale, oltre lo stabilimento Enel. Una zona che potrebbe essere tranquilla, lontana dal traffico del centro, ma a pochi minuti dalle arterie principali, ricca di verde, ma che è stata trasformata nella sgabuzzino della città. 

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A pochi metri dalle case, in bella vista, c’è innanzitutto un cementificio, che lavora quasi di continuo; produce cemento per le gallerie e provoca rumori notturni: “ha lavorato tutta la notte scorsa, e probabilmente nel pomeriggio riprenderà, strano che ora sia fermo” raccontano i residenti, che questa mattina hanno incontrato la stampa, alla presenza del consigliere comunale Giulio Guerri (che li assisterà nella battaglia politica) e di Corrado Cucciniello dei Comitati Spezzini. “C’è un continuo avanti e indietro di camion e ruspe, per non parlare delle polveri sottili” racconta il referente del Comitato, Daniele Albano.  Ma non c’è solo il cementificio, in queste poche centinaia di metri; c’è un campo per lo smistamento del ferro, uno per i container e vogliono portare ancora industrie. Il problema principale è la sicurezza. La strada, che è l’unica per andare verso il centro, è stretta e percorsa quotidianamente da centinaia di camion, tra cui quelli di Acam che, nel tragitto, spesso perdono i sacchetti di spazzatura (che poi non vengono raccolti, finiscono nel corso d’acqua che costeggia la strada e vanno verso il mare).

I camion sono costretti a invadere la corsia opposta o, per meglio dire, quella che si presume sia la corsia opposta, dato che non esiste segnaletica. Se ci si trova di fronte un camion, si è costretti a fermarsi per non incorrere in scontri frontali. “I camionisti sono spesso prepotenti, non si fermano, non rallentano, rischiano di venirci addosso. Si sono già verificati incidenti, ma chi si trova con la macchina rovinata se la deve ripagare” raccontano, a più voci, i cittadini. Volano insulti, minacce, “una volta un camionista ha tirato fuori un coltello, sono intervenuti anche i Carabinieri”. Non c’è pista ciclabile, è pericoloso anche camminare a piedi perché il marciapiede non è presente lungo l’intera tratta e, dove c’è, è pieno di erbacce. Per muoversi, anche per portare i bambini a scuola o per andare a fare la spesa, bisogna usare l’auto: l’ATC ha anche tolto molte corse, ormai ce ne sono solo due al giorno.

La mattina, verso le 8, il traffico è al punto massimo: i camion sono parcheggiati anche in terza fila, in mezzo alla strada, il rischio d’incidente è altissimo e se ne sono già verificati molti. “Abbiamo scritto al Comune, all’ATC, all’Enel, in Procura: nessuno ha risposto” dice Albano. “Non sappiamo più cosa fare, siamo disposti anche a scendere per strada e bloccare il traffico, se non verremo ascoltati. Protestiamo dal 2007, nessuno ci considera”.
A tutto questo disagio, si aggiunge la ciminiera Enel che da qui si vede benissimo, è proprio a due passi. Ora che Enel chiuderà, cosa verrà realizzato in quella zona? Agli abitanti di Via Rigazzara piacerebbe saperlo, perché non possono tollerare altri insediamenti che prevedano l’utilizzo di mezzi pesanti, altro rumore, altra polvere, altro inquinamento. Per il Comune “questa zona non esiste, non hanno soldi nemmeno per un’illuminazione decente, rattoppano la strada quando andrebbe completamente riasfaltata”. 

In chiusura, i cittadini chiedono: Molti di noi hanno un orto, coltivano prodotti che poi consumano. C’è qualche rischio per la salute? Vorremmo sapere anche questo.“; tante domande, tutte legittime: arriveranno risposte?

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