I 50 dischi imperdibili (Quinta ed ultima parte)

Dopo aver lasciato alle spalle il periodo d’oro della musica contemporanea, in quest’ultima parte troviamo gruppi o artisti che hanno influenzato o lasciato il segno tra la fine dei ‘70 e dagli ‘80 in avanti. Anche qui è umanamente impossibile fare delle scelte che soddisfino tutti ma si tratta di una base per accontentare gli amanti dei vari generi musicali e soprattutto per dare un’indicazione ai più giovani che vogliano conoscere l’abc della musica leggera.

41) AC/DC: Back In Black. Album dalla copertina tutta nera in segno di lutto per la scomparsa del mitico cantante Bon Scott. La band australiana, ha cambiato ed influenzato la storia del rock degli anni ’80. Questo album, il secondo più  venduto nella storia dopo “Thriller”, che vedremo dopo, contiene le hit “Hells Bells”, “Back In Black” e “You Shook Me All Night Long”.  Un disco ed una band di culto.

42) Sex Pistols: Never Mind The Bollocks. Si tratta dell’unico disco in studio di questa band che ha dato il via all’era punk in Europa. Pessimi musicisti e pessimi personaggi, (Johnny Rotten, Sid Vicious) sono stati un fenomeno di costume e di rottura con i loro testi diretti, volgari e provocatori. Milioni di ragazzi nel mondo si sono ispirati al loro look e meritano la citazione per motivi storici. Nel disco troviamo “God Save The Queen”, “Anarchy In The U.K.”, “Pretty Vacant” e “E.M.I.”, brano che si chiude con un pernacchia…

43) U2: The Joshua Tree. Nella vasta produzione del gruppo irlandese capitanato da Bono Vox, questo album prosegue l’impegno verso gli oppressi con brani indimenticabili quali “Where The Streets Have No Name”, “I Still Haven’t Found What I’m Looking For”, “With Or Without You” e “Bullet The Blue Sky”. Uno dei migliori lavori di una band amatissima nel mondo.

44) Iron Maiden: The Number Of The Beast. Un impulso decisivo alla diffusione della musica metallara è stato dato da questo storico gruppo. La “vergine di ferro” con il simbolo “Eddie”, presente sulle magliette di milioni di ragazzi, ha segnato un’epoca e sono tuttora attivi e ben presenti nelle hit. In questo lavoro celeberrimo, troviamo brani come la title-track, “Children Of The Damned”, “Hallowed Be Thy Name”, “The Prisoner” e “Run To The Hills”. Tra sacro e profano, una band imprescindibile per capire e conoscere il fenomeno Heavy Metal.

45) Michael Jackson: Thriller. L’album più venduto nella storia della musica per uno degli artisti più chiacchierati ed amati di sempre. Jackson, ottiene un successo strabiliante anche grazie alle collaborazioni eccellenti di Paul Mc Cartney per “The Girl Is Mine”, di Eddie Van Halen e Steve Lukather dei Toto per “Beat It”, la supervisione del disco di un gigante come Quincy Jones per altri brani storici come “Billie Jean”e la stessa “Thriller”. Piaccia o meno il personaggio, un album che non puo’ non stare in questa lunga lista.

46) Ramones: End Of The Century. Se i Sex Pistols hanno lanciato il punk in Europa, lo devono all’influenza degli americani Ramones. Scadenti musicisti, come per loro stessa ammissione, sopperivano con grande energia in particolare dal vivo. Giubbotti di pelle nera, scarpe da ginnastica, eccessi e tanta faccia tosta. Qui troviamo in particolare: “Do You Remember Rock ‘n’ Roll Radio?”, “Let’s Go”, “Rock ‘n’ Roll High School” ed il grande successo “Baby, I Love You”.

47) The Clash: Combat Rock. Tra I promotori del punk inglese, a differenza di altri gruppi hanno contaminato questo genere con il reggae e lo ska spiccando per originalità e segnando un’epoca. La scelta cade su questo album popolarissimo per i brani “Rock The Casbah”, “Should I Stay Or Should I Go”, “Straight To Hell”, “Ghetto Defendant” e “Know Your Rights”. Testi politicizzati e bravi musicisti.

48) R.E.M.: Automatic For The People. Una delle band più originali e di maggior successo della musica underground statunitense. Degli 85 milioni di dischi venduti, una buona fetta è dovuta a questo album del ’92 che segue il lavoro precedente con il grande successo di “Losing My Religion”. Si parla molto della morte sotto varie sfaccettature, i brani da ricordare sono “Everybody Hurts”, “Man On The Moon”, “Try Not To Breathe”.

49) Nirvana: Nevermind. I re del grunge, il gruppo che ha influenzato tante band a venire guidati dal carismatico e complesso Kurt Cobain, morto suicida dopo una breve vita tormentata. Solo tre album in studio nella loro rapida ma importante carriera. In questo lavoro, troviamo la hit “Smells Like Teen Spirit”,”Lithium”, “Come As You Are” e “In Bloom”.

50) Metallica: Master Of Puppets. Poche band hanno avuto tanta influenza su milioni di giovani come i metal-thrash Metallica. Tuttora attivi, campioni di vendite e di presenze ai concerti, con questo disco dell’86 ottennero un successo planetario. Per gli amanti del genere, brani fondamentali come “Master Of Puppets”, “Sanitarium”, “Orion”, “The Thing That Should Not Be”.

Si conclude questa maratona dei 50 dischi imperdibili riferita alla musica estera. Dalla prossima settimana, sarà la volta dei 50 dischi italiani, altra impresa non semplice…

(Fabrizio Bordone)

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