Francesco Ponzanelli (“Per Santo Stefano Magra”) interviene su Saliceti

SANTO STEFANO MAGRA- L’impianto di Saliceti è troppo dannoso per la salute degli operai e dei cittadini e deve essere convertito in centro di recupero di vetro, carta e plastica. È vero o no che dirigenti ACAM sono stati condannati per le emissioni dell’impianto di Saliceti? Ne sono convinto da sempre e l’ho dimostrato con interrogazioni, attività di controllo, ordini del giorno in Consiglio Comunale, richiesta di Consigli Comunali straordinari con la presenza di dirigenti ACAM. Un’attività che mi ha fatto pensare che questo impianto sia stato posizionato in luoghi dove potrebbe creare problemi di salute ai nostri cittadini e a chi vi lavora.
Purtroppo i fatti avvenuti negli anni mi danno ampiamente ragione e sono anche fortemente preoccupato dal fatto  che i due Sindaci dei Comuni dove sorge e confina l’impianto, non stiano muovendo neanche un dito per tutelare il loro territorio e la salute dei cittadini che risiedono nei pressi dell’impianto. Nel mio programma elettorale ho scritto chiaramente (e sono stato l’unico a metterlo nero su bianco) che questo impianto deve subire una forte riconversione: deve divenire un centro per il vetro, la carta e la plastica anche in considerazione del fatto che nella nostra Provincia non ne esiste alcuno. Certamente sarebbe utile averlo se vogliamo effettivamente fare una raccolta differenziata di buon livello: il Piano Provinciale dei Rifiuti va rivisto in molte delle sue parti è obsoleto e molto distante dall’attuale realtà ambientale della nostra Provincia.
Penso che questa Provincia, in termini ambientali abbia già dato molto, anzi troppo, e sarebbe il caso che l’Assessore all’Ambiente della Regione Liguria, tra l’altro spezzino, rimettesse in discussione le funzioni dell’impianto di Saliceti attivando una doverosa conversione dell’impianto: sulla salute dei cittadini non si può giocare.

Se poi penso alle 37.000 tonnellate annue di rifiuti indifferenziati che arriveranno a Saliceti, dal Tigullio, mi viene da pensare come sia possibile che un impianto che ha avuto seri problemi relativi a verifiche ed indagini avviate dalla Procura della Spezia in relazione ai miasmi prodotti dall’impianto che avevo procurato problemi di salute a diversi residenti nella zona, possa e potrà ancora operare in tale ambito.

Occorre che la Regione Liguria avvii una campagna di monitoraggio sul controllo, anche sanitario ,delle emissioni che l’impianto produce e sull’effetto che queste possono avere sia sulla salute dei cittadini che sui lavoratori che li operano. Una volta avuti questi dati  gli stessi devono essere resi pubblici subito: la Regione si deve impegnare anche in questo.

Vorremmo anche capire che corrisponde al vero che:

  • l’AD Garavini ed altri 3 dirigenti di Acam Ambiente sarebbero stati condannati a pagare, dal tribunale della Spezia, una sanzione pecuniaria riguardante le emissioni dell’impianto di Saliceti
  • a quanto ammonta tale ammenda e chi l’ha pagata ?

Su questo pretendiamo risposte certe e rapide perché se ciò fosse veramente avvenuto vorrebbe dire che le affermazioni dell’AD Garavini rilasciate in un intervista alla stampa locale (di cui conserviamo l’articolo) non corrispondono a verità. Egli nel marzo 2015 garantiva: “Impianto a norma e controlli efficaci e rassicuranti”.

Aspetto, anche a mezzo stampa, di sapere se la condanna c’è stata o no e chiedo, in caso affermativo, che la Comunità d’Ambito intervenga immediatamente per fare luce sulla vicenda.  I cittadini hanno diritto di sapere come stanno le cose con la massima trasparenza.

Francesco Ponzanelli (Candidato Sindaco Della Lista Civica “Per Santo Stefano Magra”)

 

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