La sicurezza, un bene comune come l’acqua (Mario Bonelli)

LA SPEZIA- La sicurezza, intesa come base di crescita economica, non è uno slogan, ma è un bisogno, una priorità assoluta per i cittadini. La sicurezza, più che un bene soggettivo, di ogni singola persona, si configura come un bene pubblico, comune, come l’acqua. Le amministrazioni locali hanno il dovere di sostenere e garantire, accrescere la sicurezza nelle città.

È di questi giorni, nella nostra città, il  dibattito sulla sicurezza, a seguito della rapina avvenuta una settimana fa, in una gioielleria di Via Prione. Lo stesso fatto accade, qualche anno fa, per una mia cliente, titolare di una gioielleria in città; la rapina fu rovinosa, con danni anche alla persona. È chiaro che la sorveglianza riduce il rischio di violenza e deve essere garantita dalle forze dell’ordine, coadiuvate da telecamere. Il Comune deve farsi carico di interventi, che tendono a fornire evidenza della presenza delle forze dell’ordine sul territorio: estensione dell’orario di presenza della Polizia locale; il coordinamento del lavoro delle polizie locali con Carabinieri e Polizia di Stato. (forse, è solo una mia impressione, quella di non vedere sul territorio una assidua presenza di vigili urbani, come era un tempo, se non per fare rilievi in caso di incidenti stradali, mentre numerosi sono gli ausiliari, che non hanno però la stessa autorità).

 Una città è sicura quando si presta attenzione alle persone anziane, sole e in difficoltà, offrendo loro aiuto e assistenza, cercando di proteggerle dalle truffe e dai raggiri. (La Spezia è una città con  altissima percentuale di persone anziane). Se non si assume un nuovo orientamento nel Governo della città, la violenza, la frammentazione sociale e le paure cresceranno irrimediabilmente. Per una città che si presta a diventare “turistica” , la cura del suo ambiente e dell’arredo urbano hanno bisogno di  nuove politiche, che mettano al centro, temi come il problema dell’inquinamento, lo smog e polveri sottili (il porto dei container, Enel), la giusta gestione dei rifiuti urbani, il degrado di molti quartieri, dove ci sono concentrazioni di extracomunitari (Piazza Brin, Canaletto, ecc. ecc.), dove si può annidare più facilmente, la criminalità.
La Spezia è comunque una città sporca e poco accogliente. Le telecamere, per i motivi sopra indicati, servono, anche in vista dell’enorme immigrazione che si sta  concretizzando con gli sbarchi sulle nostre coste italiane. L’amministrazione spezzina dovrebbe con urgenza, sul tema sicurezza, prendere come modello, altre città, come di Verona o altre, ed importare questi modelli, che sono basati su criteri di  efficienza efficacia ed economicità.  Questi sono orientamenti importanti, in attesa delle prossime elezioni amministrative a La Spezia.

Mario Bonelli dottore commercialista in La Spezia Coordinatore provinciale del Movimento “FARE” di Flavio Tosi

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