I 50 dischi imperdibili (quarta parte)

Con questa quarta parte, si conclude il capitolo relativo ai dischi imperdibili degli anni ’60 e ’70. Ovvio che trattandosi di un ventennio formidabile quanto a creatività, molti nomi siano rimasti fuori, ad esempio i Beach Boys, Joan Baez, i Kinks e molti altri ancora. Nella prossima ed ultima parte, troveremo quegli album di nomi che hanno fatto la storia dagli anni ‘80 in poi soprattutto in quanto capostipiti di generi nuovi o emergenti come il punk, l’heavy metal, il grunge ma non solo. Nelle settimane seguenti, passeremo ai 50 dischi solo italiani.

31) Frank Zappa: Hot Rats. Della monumentale produzione di questo geniale e pazzo artista, questo è uno degli album piu importanti ed è il secondo senza il gruppo di supporto dei “Mothers Of Invention”. Una specie di jazz-rock, fusion, progressive, come al solito, Zappa non si risparmia. Tra i brani, “Peaches On Regalia”,”Willie The Pimp”,”The Gumbo Variations”. Indispensabile per chi non conosca questo grande folle musicista.

32) Simon & Garfunkel: Bridge Over Troubled Water. L’ultimo album in coppia di questo duo formidabile, il duo per eccellenza della musica mondiale. Folk-rock e pop di classe per un disco che contiene la canzone che dà il titolo, un loro classico insieme a “The Sound Of Silence” ma anche la splendida e intensa “The Boxer”, “El Condor Pasa”, canto tradizionale andino e “Cecilia”. Occupa il posto n°51 nella hit dei 500 dischi migliori di sempre. 

33) Eagles: Eagles Live. Questo doppio dal vivo dei poco prolifici Eagles permette di trovare in un colpo solo la maggior parte dei tanti classici della band californiana. Ovviamente contiene “Hotel California”, il loro brano più celebre e “I Can’t Tell You Why”, “New Kid In Town”, “Desperado”, “Take It To The Limit”, “Take It Easy”per 77 minuti di country-pop-rock rilassante.

34) Queen: Live At Wembley ’86. Considerati la migliore band dal vivo della storia, questo live registrato allo Stadio di Wembley, Londra, contiene molti dei cavalli di battaglia del gruppo inglese. Tutto d’un fiato: “We Are The Champions, Radio Ga Ga, Bohemian Rhaphsody, Another One Bites The Dust, Who Wants To Live Forever, We Will Rock You, Crazy Little Thing Called Love, Love Of My Life, Under Pressure ecc. Durante questo concerto, Freddie Mercury disse al pubblico, profeticamente, che i Queen si sarebbero sciolti solo dopo la morte…

 35) King Crimson: In The Court Of The Crimson King. E’ il capostipite del rock progressivo questo fantastico disco del ’69. Famosissimo anche per la copertina, considerata tra le tre più  importanti della storia della musica, ha dato il via ad un genere affascinante e colto dove la musica pop e rock si miscela alla classica. Tutti i lunghi brani meritano citazione: “21st Century Schizoid Man” cantata con voce distorta da Greg Lake, “I Talk To The Wind”, “Epitaph”, “Moonchild”,”The Court Of The Crimson King”. Capolavoro assoluto.

 36) Lynyrd Skynyrd: One More From The Road. Leggendario doppio dal vivo per una band leggendaria e sfortunata. Tra i migliori esponenti del southern-rock, hanno pagato un duro prezzo al destino con l’incidente aereo dove persero la vita tre membri ed una catena impressionante di morti successive. Nell’album, il meglio di questa band di culto: “Free Bird”, “Sweet Home Alabama”,”Tuesday’s Gone”, “Call Me The Breeze”, “T For Texas”.

37) Yes: Fragile. Tra I maggiori esponenti del progressive insieme ai succitati King Crimson ed ai già citati Genesis, gli Yes di Jon Anderson e Rick Wakeman, appena entrato nel gruppo, lasciano il segno con questo disco suonato magistralmente. Tra I tanti classici, “Roundabout”, “South Side Of The Sky”, “Long Distance Runaround” e la lunga “Heart Of The Sunrise”.

38) Fleetwood Mac: Rumours. Un disco dal successo planetario, collocato al 25° posto su 500 dalla rivista Rolling Stone. La band di Stevie Nicks e Mike Fleetwood, si supera in un album che ogni appassionato di buona musica dovrebbe possedere. Oltre alle splendide “The Chain”, “Go Your Own Way” e “Don’t Stop”, vi troviamo “Dreams”, “Oh Daddy”, “Never Going Back Again” ma è tutto godibile.

 39) Brian Eno/Robert Fripp: The Essential Fripp & Eno. Una raccolta che rappresenta la summa della genialità compositiva di questi due giganti della musica sperimentale ed elettronica. Precursori del genere ambient, hanno influenzato una miriade di artisti, Eno, in particolare è un mentore di David Bowie. Troviamo la lunga “The Heavenly Music Corporation”, la suite “Healthy Colours” e “Swastika Girls”.

40) The Police: Reggatta De Blanc. Gli anni ’70 si chiudono con questo album formidabile del trio Sting-Summers-Copeland. Come recita il titolo, è reggae per bianchi, una commistione tra la musica giamaicana, ormai sdoganata ovunque, ed il post-punk-new wave. Un gruppo che ha segnato quel periodo con brani immortali come “Message In A Bottle” e “Walking On The Moon”, con la voce acuta di Sting a farla da padrone.

Il prossimo articolo vedrà gli ultimi dieci album che hanno segnato i decenni successivi.

(Fabrizio Bordone)

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