Regione Liguria, Ok a legge che istituisce i sottosegretari della giunta regionale. Le reazioni

GENOVA– Il Consiglio regionale ha approvato con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra) e 15 contrari (minoranza) il disegno di legge 56 che modifica lo Statuto della Regione e introduce la figura dei sottosegretari.

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra)
«Anche stavolta sta andando in scena una discussione surreale: la pochezza dell’unico articolo che la giunta ha sottoposto all’aula impedisce qualsiasi discussione. Al contempo, nessuno ci ha ancora chiarito il senso della figura del sottosegretario». Lo dichiara il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino, a margine delle votazioni in consiglio regionale sul contestatissimo disegno di legge che istituisce la figura del sottosegretario. «Il centrodestra resta trincerato dietro l’unico consigliere che gli garantisce la maggioranza; nessuna spiegazione sull’architettura istituzionale che verrà a definirsi, nessuna quantificazione dei nuovi costi che graveranno sul bilancio, nessun chiarimento circa i rapporti che questa fantomatica figura politica dovrà tenere con l’apparato dirigenziale e la struttura amministrativa. Insomma: nessun argomento che giustifichi tale soluzione. Proprio nulla da dire ai cittadini? – evidenzia Pastorino -. Tutti motivi che rafforzano le nostre posizioni: noi, come Rete a Sinistra, siamo contrari all’istituzione dei sottosegretari». Il ragionamento si spinge oltre: «restando nel merito, siamo ugualmente contrari all’ampliamento dell’ufficio di presidenza da 3 a 5 membri: per noi è un’operazione incomprensibile, senza fondamento – rincara Pastorino – nonostante venga ammantata di un valore per la rappresentanza dell’opposizione, in realtà costituisce soltanto un aumento dei costi della politica. E rappresenta una contraddittoria sproporzione rispetto al numero di consiglieri eletti, considerato che un ufficio di presidenza costituito da 5 membri è tarato su 41 consiglieri, non sugli attuali 31».

MoVimento 5 Stelle
Quel che temevamo e abbiamo denunciato in tutti i modi e in tutte le sedi istituzionali ora è diventato realtà. Oggi ha vinto la vecchia politica degli sprechi e del clientelismo, hanno perso il buon senso e la buona politica. Il tutto pagato, e a caro prezzo, ancora una volta, dai cittadini liguri“. Così i portavoce del MoVimento 5 Stelle Liguria commentano l’approvazione in Consiglio regionale del provvedimento che prevede l’allargamento della Giunta con 3 sottosegretari. “Una figura di cui non si sentiva minimamente il bisogno – attacca la portavoce Alice SalvatoreNessuna responsabilità giuridica, nessuna possibilità di votare in assemblea. Sono solo dei vice di Presidente e assessori, magari solo utili per prendere le loro veci in occasioni pubbliche. Solo in altre tre realtà italiane esiste questa figura: in Lombardia con 4 sottosegretari per una popolazione di 10 milioni di abitanti, in Emilia-Romagna con un sottosegretario per 4 milioni e mezzo e in Calabria con 2 sottosegretari per quasi 2 milioni di abitanti. Oggi la Liguria ha battuto ogni record con ben 3 sottosegretari per 1 milione e mezzo di abitanti! Un’anomalia inutile e a tutto danno dei contribuenti, senza avere in cambio alcun beneficio concreto”. Nel corso della seduta, la maggioranza ha anche bocciato sistematicamente tutti gli emendamenti presentati dal MoVimento 5 Stelle, a firma Fabio Tosi, per abbattere i costi del provvedimento. “In particolare, abbiamo chiesto che la figura del sottosegretario sia ricoperta da un consigliere regionale eletto dai liguri e senza oneri aggiuntivi, come, del resto, la stessa maggioranza aveva avanzato pubblicamente – spiega TosiMa il centrodestra, in barba a qualunque logica di spending review, è passata sopra anche a questa proposta come un caterpillar a colpi di maggioranza, dando l’ennesimo schiaffo ai liguri, trasformati ormai in un bancomat personale del Presidente Toti”. “Oltre al danno del provvedimento – rincara la dose Salvatore – ci è toccato subire anche la beffa del solito teatrino del Partito Democratico, che grida allo scandalo e dà lezioni di moralità, ma non si è mai ridotto gli emolumenti (né in Regione, né in Parlamento), né ha mai rinunciato ai rimborsi elettorali. La lotta agli sprechi non si fa solo tagliando su incarichi e competenze inutili, ma, soprattutto, sugli stipendi da nababbi della politica, a cui né Toti né il Partito Democratico hanno mai rinunciato”.

 

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