Francesconi è tornato. Un artista elegante al “Corriere della Sera”

LA SPEZIA– La Spezia non poteva mancare di ‘riportare in patria’ un suo figlio di raro talento e intelligenza. Lo fa con una mostra omaggio alle tante e diverse opere di Luciano Francesconi, suo cittadino illustre.
Aveva 77 anni quando, a fine novembre 2011, Luciano se ne andò. «Addio a Francesconi, l’artista in redazione», titolò il Corriere della Sera per il necrologio dell’uomo che per quasi mezzo secolo era stato, con presenza quotidiana, il suo storico disegnatore.

Artista per nascita”, Ettore Mo aveva scritto di lui. In effetti, troviamo piena conferma di questa definizione, nel suo inedito passato teatrale vissuto alla Spezia, dove esordisce come attore (1958-1959) in un lavoro di John Mortimer “Avvocato d’ufficio”. Interpreta un personaggio paradossale e dimostra buone doti di caratterista, ma già allora, a chi gli chiedeva quale fosse il suo mestiere, rispondeva con sicurezza preveggente: “faccio il pittore cartellonista”.

 La mostra illustra con abbondanza di materiali il “Francesconi pubblico”, la lunga e brillante carriera del “grafico” al Corriere della Sera. Lo fa offrendo al visitatore gli originali di decine e decine di vignette pubblicate, che mostrano il suo disegno “di cronaca”, legato alla notizia. E’ un repertorio veramente vasto, che può solo aver preso vita da un’energia ideativa inesauribile, come la profondità infinita del pensiero figurato, “propria dei timidi”, come diceva Hemingway.   Colpisce infatti il modo con cui la sua matita fosse sì sempre pronta a cogliere la notizia, ma suscitando il sorriso – il suo, prima di quello degli altri -, ma sempre bonario, ironico piuttosto che sarcastico. Il suo segno si muove nervoso, pulito, preciso e al tempo stesso serio e composto; lo è grazie alla sua grande professionalità e alla sua maturità grafica, che gli permetteva di ridurre il disegno all’essenziale comunicativo. Giorno dopo giorno, la leggerezza di tono e la chiarezza narrativa diventarono la sua inconfondibile firma. Rivedendo oggi quei tratti meticolosi si rivelano uno straordinario spaccato sociale e politico dell’Italia fra Prima e Seconda Repubblica, efficaci quanto un saggio di sociologia, se non di più.
Dunque il materiale selezionato ed esposto nelle sale della Palazzina della Spezia, più di duecento originali di vignette di cronaca milanese, cultura e politica, pubblicate sul quotidiano dagli anni ‘80 al 2011, è solo la punta (seppur sostanziosa) di un iceberg, che conta migliaia e migliaia di disegni giornalmente sfornati per il Corriere da Francesconi anche in diverse versioni. Ma troviamo anche dell’altro.
La Mostra tenta di riuscire infatti nella difficile e delicata impresa di svelare e descrivere un altro aspetto della sua vita artistica: diciamo quella del “Francesconi privato”. Una sezione della mostra è dedicata ad una serie di opere uniche e inedite: oli, acquerelli, acrilici, collages, grafiche di rara bellezza, che documentano il lato più personale dell’artista, che a sorpresa mostrano e documentano un Francesconi che davvero non ti aspetti. È la sua nota artistica più intima, quella libera dagli obblighi quotidiani di cronaca e di soggetto.

La Spezia, Sistema Musei – Palazzina delle Arti “Lucio R. Rosaia”

20 maggio – 18 settembre 2016

Inaugurazione: venerdì 20 maggio, ore 17.30

Autoritratto

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