Sanità, l’assessore Bornia risponde al MoVimento 5 Stelle

LA SPEZIA– “La proposta del Movimento 5 stelle di rispostare il Dipartimento Materno Infantile- Area Ostetricia dal S. Andrea a Sarzana è senza fondamento e da annoverare fra le tante proposte spot fatte unicamente per avvalorare una campagna elettorale perenne, se non altro soltanto per il fatto che al S. Bartolomeo non esiste la rianimazione e il pronto soccorso infantile. Elementi fondamentali per garantire la sicurezza di mamme e neonati. Quindi un’idea insostenibile sotto il profilo delle risorse, ma soprattutto pericolosa. Questo non significa certo che la situazione attuale della Spezia non presenti problemi da affrontare e risolvere. Problemi seri su cui si sconta un ormai insostenibile ritardo da parte della’ASL5. Nel 2010 c’è stato l’accorpamento con Sarzana all’Ospedale della Spezia. Sarzana contava 650 parti l’anno, alla Spezia 800-900 parti sempre durante l’anno. L’anomalia (e cioè che al S. Bartolomeo si facevano già all’epoca così tanti parti rispetto al comune capoluogo), era dovuta in gran parte al fatto che a Sarzana era possibile fare l’epidurale seppure a pagamento (300euro), c’era la vasca per il parto in acqua e la situazione del reparto consentiva solo 2 letti per camera con bagno oltre la possibilità di tenere il neonato in stanza con la neo mamma. Nel 2015 il reparto del S. Andrea ha chiuso con 920 parti ed alla data odierna siamo sotto rispetto all’anno precedente di circa 60.

Il problema dell’epidurale non è stato risolto. Ancora oggi alla Spezia non c’è garanzia per le partorienti di poter ricorrere a tale servizio. E questo costituisce un’innegabile penalizzazione con una marcata fuga di partorienti soprattutto verso strutture toscane, in particolare il nuovo ospedale di Massa, dove esiste tale servizio. Un fenomeno peraltro che contribuisce enormemente all’aumento della spesa sanitaria, oltre che a depotenziare il nostro territorio. Ricordo inoltre che dal 2011, cioè dal pensionamento del dott. Leonardo Marino ad ora, si sono avvicendati come direttori della SC ben 6 medici, di cui 4 facenti funzione. Questo continuo turn over non aiuta certamente la programmazione e la continuità metodologica, così come non ha consentito di aggredire i problemi di tipo strutturale e clinico divenuti ormai insopportabili sia per i pazienti che per il personale che vi lavora. Inoltre, la Direzione dell’ASL5 ha voluto accorpare la chirurgia vascolare all’interno del reparto di ginecologia e questo ha prodotto una notevole riduzione anche dei ricoveri della ginecologia oltre che a creare grandi disagi e a rendere la situazione alberghiera difficile a causa della presenza di pazienti di sesso maschile con gravi e dolorosissime patologie ed interventi. Le criticità più evidenti però riguardano la completa ed assoluta mancanza di un progetto ospedale- territorio sul comparto materno infantile e questo perché non riscontro particolare interesse da parte della dirigenza ASL5 in primis e della Regione Liguria poi ad affrontare seriamente il problema. Il Direttore Sanitario dell’ASL5 e l’Assessore Regionale delegata Sonia Viale ( che sta elaborando un libro bianco, sempre più grigio) si impegnino dunque a far funzionare l’esistente. Solo dopo che il sistema funzionerà decentemente, si potrà pensare a belle idee come creare case da parto.
Sperando che escano dal letargo, che per la Viale dura da un anno, se non per capacità almeno perché è primavera inoltrata.”

Mauro Bornia, assessore al Welfare e politiche sanitarie del Comune Della Spezia

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