Referendum costituzionale, Bucchioni (Prc La Spezia) presenta una mozione contro il disegno di legge Renzi-Boschi

LA SPEZIA- Sarà discussa il prossimo lunedì, 23 maggio, dal consiglio comunale della Spezia la mozione in difesa della Costituzione e contro il disegno di legge costituzionale ad opera del duo Renzi-Boschi. Presentata dal capogruppo Prc Edmondo Bucchioni, la mozione rappresenta un’azione politica che Rifondazione Comunista attuerà in tutti i comuni dove è presente con i propri consiglieri, ed è volta a sensibilizzare i cittadini su quanto accadrà all’assetto istituzionale dello stato se tale “deforma” non verrà fermata dal referendum del prossimo ottobre. Come dieci anni fa, quando milioni di NO bloccarono l’attacco costituzionale di Berlusconi e Bossi, l’auspicio è che la popolazione tutta impedisca una svolta autoritaria decisiva, che tradirà una volta per tutti i principi di uguaglianza e democrazia sanciti dall’Assemblea Costituente all’indomani della guerra di Liberazione.

Di seguito il testo della mozione:

Mozione: Disegno di legge Costituzionale di riforma della parte II della Costituzione.

Premesso che spetta unicamente al Parlamento, e non al Governo, qualsiasi iniziativa di riforma Costituzionale, così come recita l’articolo 138 della nostra Carta Costituzionale che fissa tempi e procedure per modificarla;

premesso che l’attuale Parlamento, eletto con un sistema elettorale (Porcellum) dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale (sentenza n°1/2014), Ha approvato una legge elettorale l’Italicum che non rispetta le indicazioni della stessa sentenza e, fatto ancor più grave ,si accinge ad approvare una riforma Costituzionale (Senato) destinata a travolgere l’assetto democratico del nostro Paese;

considerato che nel referendum 2006 il popolo italiano si era già espresso, bocciando analogo tentativo di riforma Costituzionale presentata dal governo Berlusconi, per sostenere e confermare il modello di Stato e l’intero ordinamento democratico voluto e condiviso dai nostri Padri costituenti in rappresentanza di tutti i partiti che avevano lottato contro il fascismo;

ritenuto che la legge elettorale e la riforma del Senato di imminente approvazione andranno a ledere profondamente i diritti Costituzionali dei Cittadini in quanto:

il Senato della Repubblica non sarà più eletto direttamente dai Cittadini (art.58 Cost.) ma sarà ridotto a un’assemblea di cento Senatori di cui 5 nominati dal Presidente della Repubblica e 95 (74 Consiglieri Regionali e 21 Sindaci) scelti dai consigli Regionali con un doppio incarico e dunque in potenziale conflitto di interesse con il loro ruolo i amministratori Regionali o comunali,

la legge elettorale ltalicum ricalca, peggiorandolo, l’anticostituzionale Porcellum e disattende la sentenza della Consulta perché continua a negare il voto diretto dei Cittadini ed il loro diritto ad esprimere senza vincoli le proprie preferenze (artt. 3, 48, 56, 58 Cost.) Tale legge, dunque, ripristina un Parlamento nominato dai partiti e ripropone un sistema fortemente maggioritario con un altissimo premio di maggioranza;

ritenuto che il combinato disposto da queste riforme, quella della legge elettorale e quella del Senato:

consegnerà un potere praticamente assoluto al partito o alla lista che, con solo il 40% dei voti, conquisterà il 55% dei seggi alla Camera dei Deputati (340) seggi ed avrà una maggioranza tale da poter condizionare l’elezione del Presidente della Repubblica, dei giudici della Corte Costituzionale e dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, organi di garanzia e di controllo fondamentali per la vita della democrazia Costituzionale;

consegnerà nel caso assai probabile in cui nessun partito o coalizione di partiti dovesse raggiungere il 40% dei voti , nel successivo turno di ballottaggio,la maggioranza assoluta dei seggi ad un solo partito, indipendentemente dai voti ottenuti al primo turno (che potrebbero anche rappresentare solo un 20% degli elettori) e dal numero dei votanti

comprimerà ulteriormente la “sovranità popolare” modificando e mortificando gli istituti Costituzionali di democrazia diretta, referendum(articolo 75) e leggi di iniziativa popolare (art.7 Ll alzando le soglie per il loro esercizio (da 500.000 a 800.000 per i referendum abrogativi e da 50.000 a 150.000 per Ie leggi di iniziativa popolare);

tutto ciò premesso,

il Consiglio Comunale della Spezia

esprime fortissimo allarme per la deriva autoritaria in atto contro la quale si sono costituiti in tutta ltalia, ed anche alla Spezia, Comitati referendari per il NO al Referendum previsto dall’articolo 138 della Costituzione,

esprime la più ferma condanna nei confronti delle modifiche Costituzionali poste in essere da questa Maggioranza.

ll Consiglio Comunale si impegna a sensibilizzare l’opinione pubblica alla salvaguardia della nostra Costituzione,

ribadisce che l’obiettivo della “stabilità del Governo del Paese e dell’efficienza dei processi decisionali nell’ambito Parlamentare” non può “produrre un’alterazione profonda del principio di rappresentanza democratica, sul quale si fonda l’intera architettura dell’ordinamento Costituzionale vigente” come ha scritto la Consulta nella sentenza n° l/20L4,

impegna il Presidente del Consiglio Comunale ad inoltrare il presente atto Consiliare al Presidente della Camera dei Deputati, al Presidente del Senato, al capigruppo Parlamentari di Camera e Senato, all’Anci nazionale ed agli Comuni di questa Provincia.

Edmondo Bucchioni,
capogruppo Prc in consiglio comunale La Spezia

Advertisements
Annunci
Annunci