Sanità spezzina: le preoccupazioni e le riflessioni dell’ex assessore Andrea Stretti

LA SPEZIA – Sul destino delle Asl Liguri, e della proposta di portarle da 5 a 3, riorganizzazione che pare sia stata bocciata dall’assessore Viale, ne sento parlare poco e la cosa mi preoccupa perchè, per il nostro territorio e il ruolo che lo stesso avrà nel sistema sanitario Ligure, è invece tema centrale. Il mantenimento dell’attuale situazione vorrebbe dire l’isolamento e la marginalità del sistema sanitario spezzino.

Nell’ultima conferenza dei sindaci alla quale partecipai come assessore delegato poposi  un documento, votato all’unanimità dai sindaci del nostro territorio, dove si  chiedeva, tra le altre cose, alla Regione di operare in tal senso.

Con i nuovi  standard ministeriali non sono più sostenibili Asl piccole come quelle Liguri che, a parte Genova, sono tutte intorno ai 200000 abitanti, altre Regioni stanno già operando in tal senso . Con il mantenimento del sistema attuale non solo sarebbe impensabile, per la comunità spezzina, un Dea di 2 livello ma sarebbero a rischio tantissime fondamentali specialistiche per le quali  sono previsti bacini d’utenza minimi di 400000 abitanti.

L’accorpamento  tra Asl 4 e 5, oltre che rispondere alle esigenze di bacini d’utenza e garantire quindi, almeno il mantenimento di quello che gia oggi abbiamo,  assicurerebbero un risparmio immediato di risorse economiche, tagliando qualche poltrona prestigiosa e costosa e mettendo a sistema tutte le eccellenze dei territori e magari reinvestendo i risparmi in servizi per i cittadini.

Non possono essere meri interessi di campanile e la spasmodica  e personalistica ricerca del consenso a bloccare riforme fondamentali per le nostre comunità.

A livello locale bisogna tornare a fare pressione su chi attualmente governa la Regione, incalzando su temi fondamentali, l’accorpamento delle Asl  è uno di quelli.

Ve ne sono altri, vorrei che si ripartisse dal  documento, prima citato, che è stato presentato più di cinque mesi fà all’Assessore Viale dalla Conferenza dei Sindaci , al quale ad oggi non è ancora stata data risposta, c’era compattezza del nostro territorio,ed  esso toccava punti fondamentali :

-la richiesta di garantire il turn over di medici ed infermieri  per i reparti legati all’emergenza fuori dalla logica delle deroghe ma immediata e autonoma;

– l’urgenza di  un bando che istituisca una graduatoria per personale infermeristico, anche per l’Asl5, che consenta di abbattere i tempi di sostituzione del personale che ad oggi sono inacettabili;

-il rilancio del rapporto tra Asl e medici di medicina generale con la creazione di strutture territoriali che diano risposte più immediate ai cittadini che oggi sono costretti a rivolgersi quasi esclusivamente  al pronto soccorso con i disagi noti a tutti.

-ed altre tematiche legate all’importanza ed alla necessità di proseguire negli investimenti sulla rete territoriale che spesso se ben organizzata può dare ancor  più del sistema ospedaliero  risposte immediate agli utenti.

C’è necessità che la Conferenza dei Sindaci rilanci un’iniziativa politica e di mobilitazione che coinvolga tutte le energie del nostra comunità per stimolare la Regione a tenere nella giusta considerazione il territorio spezzino ed ad uscire da questo pericoloso immobilismo che rischia di far saltare il sistema creando danni irreparabili.

Andrea Stretti

 

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