Crisi Giunta, Forza Italia: “Il PD ha usato la città per regolare i suoi conti”

LA SPEZIA– Il casus belli della crisi in comune risale al 12 marzo scorso quando il sindaco Federici decide di licenziare l’assessore alla sanità e alle politiche sociali, Andrea Stretti. La sua colpa? La conversione da paitiano ad orlandiano! La fine della crisi può essere considerata la giornata di ieri durante la quale con le nomine del neo assessore Erba e del rientrante Basile folgorato sulla via di Damasco la giunta è tornata a ranghi completi.

Ma cosa è accaduto dal 12 marzo al 17 di maggio?
Non è mai emerso un solo aspetto del governo della città su cui i contendenti si siano divisi, hanno votato tutto e il contrario di tutto sia in Giunta che in Consiglio Comunale. Le divisioni e le polemiche erano dovute solamente ai forti attriti tra le correnti spezzine del PD, paitiani contro orlandiani.
Alla fine dopo tanto clamore, le dimissioni di assessori di peso, come Pollio e Natale, interviste di fuoco, che forse nemmeno il più accanito oppositore sarebbe riuscito a rilasciare contro le modalità di governo di Federici, la soluzione della crisi non è altro che un bel rimpasto.

In giunta sono entrati assessori di tutte le componenti del PD e il consiglio comunale vede l’ingresso di due paitiani che vanno a riequilibrare i rapporti di forze nel gruppo del PD a favore del sindaco.
Per più di due mesi il PD ha usato La Spezia come ring dove regolare i conti fra le sue correnti, che oramai dopo l’esito delle elezioni regionali del 2015 sembrano essere due partiti distinti e avversari. Non si devono usare le istituzioni per risolvere i problemi di partito compromettendo l’azione di governo della città. Anziché assistere a questo valzer di poltrone a meno di un anno dalle votazioni per le il rinnovo del sindaco, riteniamo che per gli spezzini sarebbe stato meglio che all’esperienza delle giunte Federici fosse stata messa la parola fine un mese fa in occasione della discussione della mozione di sfiducia presentata da tutti i consiglieri di opposizione.”

(Giacomo Peserico, Sauro Galli, Sauro Manucci, Forza Italia)

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