Regione Liguria, Pastorino e il MoVimento 5 Stelle contro Toti: “Nomine sottosegretari, ancora sprechi”

GENOVA- Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) e il gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle si scagliano contro la proposta del Presidente Giovanni Toti di introdurre tre nuovi sottosegretari in Giunta Regionale.

La proposta di legge è stata presentata questa mattina e ha incassato il secco “NO” dell’opposizione.
“Come al solito” dice Pastorino “ci siamo trovati di fronte a un testo blindato, a senso unico; aspetto ancor più grave, il processo di introduzione dei sottosegretari avviene senza aver fatto un ragionamento sull’architettura istituzionale, cioè sulle modifiche che dovranno intervenire nell’ordinamento regionale per convalidare queste cariche”. Una soluzione che non sta in piedi e che apre un limbo, da cui il sottosegretario emerge come una figura mitologica – metà assessore, metà manager: «ma non si capisce la collocazione di queste figure: esattamente a chi fanno riferimento? Con chi si devono relazionare? Quali sono, in concreto, i loro compiti? E infine, quanto saranno pagati? Nulla ci è dato sapere; in particolare, è proprio sull’aggravio di spesa che le bocche restano cucite  – rincara Pastorino -. Non ci stupiremmo se gli stipendi fossero astronomici: del resto questa Giunta ci ha abituato a emolumenti e premi elargiti con manica larga. Le spese e i costi della politica aumentano, alla faccia dei proclami strombazzati in campagna elettorale: ma ormai è passato un anno dal voto, e magari qualcuno in maggioranza presume che la gente non abbia buona memoria».

Il costo stimato, secondo i pentastellati Alice Salvatore e Marco de Ferrari, è di circa 900mila euro. “Soldi che si vanno ad aggiungere al milione di euro circa che ci è costato il rimpastino del Consiglio regionale dell’ottobre scorso. Siamo di fronte all’ultima puntata di un governatore incoerente che in campagna elettorale promette una lotta senza quartieri agli sprechi della politica e poi, in meno di un anno, mette insieme una serie imbarazzanti di nomine, aggiunge due consiglieri di cui non si sentiva minimamente il bisogno e, dulcis in fundo, vota a favore di tre nuovi sottosegretari a carico dei cittadini.”
“E intanto in Commissione è andata in scena la solita finta polemica tra centrodestra e Pd, che dà lezioni di moralità, ma intanto non si è mai ridotto gli emolumenti (né in Regione, né in Parlamento), né ha mai rinunciato ai rimborsi elettorali. La lotta agli sprechi non si fa solo tagliando su incarichi e competenze inutili, ma, soprattutto, sugli stipendi da nababbi della politica, a cui né Toti né il Partito Democratico hanno mai rinunciato. Si fa tagliando la sede della Reggia di De Ferrari che ci costa 2 milioni di euro d’affitto all’anno, come peraltro aveva promesso Toti e mai messo in pratica”.

 

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