La salute dei cittadini a La Spezia è un optional?

VEZZANO LIGURE- La salute dei cittadini è un optional a discrezione delle Istituzioni? Facciamo solo qualche esempio: è di qualche giorno fa la notizia, riportata dai quotidiani e giornali web, dei danni provocati dalle polveri sottili che si sprigionano dall’impianto di Saliceti nei confronti dei lavoratori e dei cittadini che si trovano a poca distanza. Il Porto si sta espandendo a vista d’occhio, è  ormai a ridosso della Capitaneria, con una movimentazione di container  all’interno, via ferrovia e via strada, comportando  un inquinamento acustico e polveri a danno dei quartieri a confine, oltre a dare una immagine tutt’altro che turistica alla nostra città. La termocentrale Enel  ha provocato gravissimi danni all’ambiente e alla collettività, il solo danno all’ecosistema è inestimabile.

Questa premessa è stata fatta per giungere a spiegare un caso in cui il Tribunale della Spezia, nel settembre scorso, a seguito di un ricorso presentato da alcuni cittadini vezzanesi, in via di urgenza, per il rumore provocato dal passaggio dei treni, aveva condannato Rete Ferroviaria Italiana a installare “Immediatamente” barriere fonoassorbenti per contrastare l’inquinamento acustico. Si legge infatti, nella sentenza che  “…. la RFI non contesta che il livello delle immissioni rumorose all’interno dell’abitazione dei ricorrenti, superi i limiti legali di tolleranza; anzi, si oppone alla richiesta CTU proprio allegando che il superamento di tale limite legale è già stato accertato da  RFI…….” continua …” essendo pacifico che il piano di risanamento acustico, predisposto da RFI è finalizzato alla salvaguardia del diritto alla salute, deve trarsi la logica conclusione che la situazione ambientale in cui vivono i ricorrenti è connotata da estrema gravità e, quindi, urgenza ………”

La  giustificazione della RFI per non  avere ancora installato le barriere fonoassorbenti è dovuta a  difficoltà economiche (non ci sono i soldi). “Giustificazione non provata, afferma il giudice nella sentenza, ed in ogni caso del tutto inaccettabile e quasi offensiva, perché una temporanea difficoltà economica di un Ente quale è RFI non può protrarsi per lungo tempo, e quand’anche fosse dimostrata la difficoltà economica sarebbe circostanza non ostativa all’accoglimento del proposto ricorso, stante la non comparabilità degli interessi contrapposti e l’evidente prevalenza della tutela della salute dei ricorrenti”.
Contro questa sentenza ricorre la RFI, e sulla base di questo reclamo, il Tribunale della Spezia, emette una seconda sentenza, che annulla quella favorevole ai ricorrenti vezzanesi. I nuovi giudici, nella sentenza, adducono che: “ …. pur essendo incontestabile, che il superamento della soglia di tollerabilità delle immissioni, comporti di per sé un pregiudizio alla salute ed alla salubrità ambientale, ….. la situazione non è così urgente,” e accolgono il reclamo proposto da RFI spa. Con tutto il rispetto dei giudici e della giustizia, la seconda sentenza si commenta da sola; la RFI metterà le barriere fonoassorbenti quando avrà i soldi, o forse mai. Siamo difronte ad una  sorta di roulette russa? A mio parere, in questo caso, per  l’Odissea, cui sono soggetti da anni i ricorrenti, può essere espletata una azione solidale di richiesta di risarcimento danni sia alla RFI che al Tribunale, nel  caso di insorgenza di malattie gravi, quali quelle indicate nel rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ( disturbi diversi: insonnia, danni fisiologici, cardiovascolari ecc. ecc.)

Mario Bonelli Dottore Commercialista e Revisore dei Conti enti locali

Advertisements
Annunci
Annunci