“Le responsabilità dell’Autorità Portuale per il ritardo della realizzazione di quanto stabilito nel Piano Regolatore Portuale in vigore dal dicembre 2006”

LA SPEZIA– Leggiamo con stupore gli interventi di alcuni operatori portuali che si lamentano per gli spaventosi ritardi nell’applicazione del P.R.P. Ma questi operatori, alcuni dei quali sono componenti del Comitato Portuale, dovrebbero chiedere spiegazioni all’Autorità Portuale circa le ragioni per cui non sono state attuate le priorità delle prescrizioni sulla mitigazione dell’inquinamento acustico ed atmosferico nei trascorsi 7 anni.
Anche la fascia di rispetto era prioritaria ed andava realizzata prima di costruire nuovi banchinamenti per un totale di 140.000mq. oltre a qualche compensazione per la restituzione di spazi portuali alla città.
Tutto questo è stato riconfermato dal Ministero dell’Ambiente ancora poco tempo fa ma ancora oggi pare non se ne voglia tener conto.
Ed è stato proprio il fatto che da parte dell’A.P  si sia cercato sempre,e si cerchi ancora oggi,di saltare a piè pari tutti questi preliminari vincolanti,che i lavori a cui fanno riferimento gli operatori portuali hanno subito questi forti ritardi. Ricordo inoltre che nei passati 8 anni la movimentazione dei container (TEU) è rimasta stabile a 1.300.000 TEU all’anno contro i preventivati  2.600.000 del P.R.P .

Insomma, pare proprio che, nonostante la crisi internazionale, qualcosa nel porto spezzino non abbia funzionato nonostante gli ingenti finanziamenti sulla logistica e sugli impianti per l’imbarco e lo sbarco dei container (vedi aumento di gru portacontainers e trasporto su rotaia al 35%).

Tutto questo fa pensare che le previsioni di 10 anni fa sul porto spezzino fossero gonfiate e che forse lo stesso P.R.P, alla luce delle nuove realtà, andrebbe rivisto anche perché oggi siamo di fronte al nuovo sistema portuale che unisce La Spezia e Carrara con prevedibili nuovi assetti logistici sulle banchine portuali  e forse con una riforma che cambierà lo stesso Presidente dell’Autorità Portuale.

A questo punto il buon senso detta che sia necessario sospendere alcuni interventi impiantistici annunciati nel piano triennale delle opere per passare il testimone e valutando il nuovo assetto del sistema portuale La Spezia-Carrara nonché a quanto contenuto nella riforma portuale approvata dal Consiglio di Stato nei suoi obiettivi fondamentali

Franco Arbasetti ( V.A.S. Onlus)

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