Discarica di Saturnia: interventi dei consiglieri Costa, Pucciarelli, Battistini

Andrea Costa (Gruppo misto-Ncd Area popolare) e Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini) esprimono forti perplessità sul progetto per la riqualificazione e la messa in sicurezza della discarica di Saturnia, alla Spezia, presentato da Acam Ambiente e del quale si è parlato in seno alla Commissione Territorio Ambiente, presieduta dallo stesso Costa, nell’ambito di audizioni chieste dai rappresentanti del Comitato  che lotta contro la riapertura dell’impianto.
<<Il progetto di riqualificazione ci sembra piuttosto un programma per la riapertura dell’impianto – dicono i due consiglieri – visto che si prevede un ulteriore riempimento  con terre e rocce di scavo e con Fos (Frazione organica stabilizzata), proveniente dall’impianto di Saliceti >>. Continuano: «Nella discarica ci sono già circa 53 mila metri cubi di rifiuti e tra questi anche ceneri provenienti dall’impianto Enel di Vado – dicono – Riteniamo pertanto opportuno, prima che venga assunta  qualsiasi decisione in merito al progetto di Acam e prima di  consentire che del materiale venga sovrapposto a quello già stoccato, che si effettui un’attenta analisi di quanto già si trova in discarica ed un’attenta “caratterizzazione” dell’area;  il rischio, a nostro avviso e anche secondo quanto ci è stato segnalato da un geologo, Giovanni Raggi,  presente alle audizioni, è che ci siano delle sacche di percolato che potrebbero scivolare a valle:  l’impianto si trova a  soli 17 metri sul livello del mare». Concludono i consiglieri: «Siamo certi che l’assessore Giampedrone ed i suoi uffici,  con i quali siamo già in contatto, provvederanno affinchè vengano fatti tutti gli approfondimenti necessari».

Francesco Battistini (MoVimento 5 Stelle).
Conoscevo il progetto di ACAM Ambiente su Saturnia ma sentirlo raccontare dalla voce dei tecnici e dei vertici aziendali in Commissione Territorio e Ambiente in Regione è un qualcosa che mi ha lasciato profondamente basito e preoccupato. Parlano di riqualificazione e riambientalizzazione di un’area ma in realtà nascondono quella che è la vera operazione che l’azienda spezzina avrebbe intenzione di compiere: riaprire una discarica di rifiuti, ai piedi del sito di Pitelli, per fornire nuove entrate economiche utili a risanare un bilancio funestato da un buco di parecchie centinaia di milioni di euro! Oltre 700 mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi sarebbero pronti ad arrivare nel sito di Saturnia. Non solo terre e rocce di scavo ma soprattutto FOS, Frazione Organica Stabilizzata: un composto risultante dalla triturazione dei rifiuti, proveniente dall’impianto di Saliceti, e contenente, tra gli altri materiali, carta, metallo e molta plastica. Oggi a Saturnia sono stoccate circa 45 mila tonnellate di ceneri di carbone provenienti dalla centrale di Vado Ligure e circa 7 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani. Ed è questa la scusa che ACAM addotta per cercare di riaprire il sito di Saturnia: una messa in sicurezza, sostengono i vertici dell’azienda, di questo materiale, che non sarebbe, attualmente, stoccato in un sito adeguatamente impermeabilizzato. Ma la domanda alla quale sarebbe il caso che ACAM rispondesse dovrebbe essere: possono 700 mila tonnellate di rifiuti mettere in sicurezza le attuali 50 mila tonnellate presenti? Come MoVimento 5 Stelle auspichiamo che la Regione esprima un parere negativo al procedimento di VIA sul nuovo impianto di Saturnia e che si vada verso la caratterizzazione dell’area, comprendendone i rischi e le condizioni attuali, e mettendo in pratica una vera messa in sicurezza del materiale già stoccato senza aggiungerne, ad esso, dell’altro.

 

Advertisements
Annunci
Annunci