Il Governo vive alla giornata, di Mario Bonelli

Il governo sta vivendo alla giornata, con una  visione che non va oltre i 12 mesi e l’Italia continua ad essere la “Cenerentola” d’Europa. Con un debito che cresce sempre di più, noi non usciremo dal circolo perverso della bassa crescita, deflazione e stagnazione dell’occupazione, e non usciremo dal circolo vizioso in cui ci troveremo se il Governo non darà il via ai grandi investimenti pubblici in tempi rapidi.
Sappiamo tutti che gli investimenti contano più dei consumi, perché l’investimento ha un effetto moltiplicatore della ricchezza (Keynes); però se consideriamo i vincoli di bilancio posti dal Patto di stabilità europeo e la dimensione del debito pubblico italiano, una espansione della spesa pubblica per investimenti appare irrealizzabile. I consumi privati potrebbero costituire il motore della crescita economica, ma la miscela composta da maggiore debito, minore crescita, disoccupazione galoppante, contrazione dei redditi, contribuisce a mantenere un clima di pessimismo che spinge le famiglie alla cautela e scoraggia i consumi. E qui la  grande affermazione di Renzi:Gli italiani durante la crisi sono più ricchi perché  i risparmi sono più alti“. Mi astengo da commentare una simile castroneria. Gli investimenti privati non prendono campo, perché c’è una fiscalità elevata e la moria delle imprese medio piccole è sotto gli occhi di tutti. Pertanto, in questo quadro d’autore, ritengo che la via d’uscita da questa impasse non siano le riforme di politica economia renziane, come  la revisione Costituzionale, che riduce il Senato ad una mera assemblea non eletta dai cittadini;  non sono gli 80 euro, o i 500 euro  per i giovani o i bonus per le mamme, oppure da ultimo, l’uscita anticipata dal lavoro per di coloro che sono nati nel 1951, Italicum ecc., le riforme economiche che andrebbero fatte sono altre,  pertanto, tutte queste “sortite” di Renzi, non aiutano l’Italia ad uscire dalla crisi, piuttosto si dovrebbe ripensare ad una uscita dall’Europa, perché la miscela suindicata, che ha nel suo seno, la formazione di maggiori disuguaglianze, sta diventando esplosiva e di qui a qualche anno sarà un disastro. I disordini  di ieri  al Brennero, ne sono una prova, che il sogno dei nostri padri di un’Europa unita, politica ed economica è inattuabile e irraggiungibile. Per tutto quanto sopra, per il bene dell’Italia, al  Referendum di ottobre  voterò NO.

Mario Bonelli Dottore Commercialista e Revisore dei conti enti locali.

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