Mostra fotografica “Don’t forget Srebrenica, l’ultimo viaggio di Ibrahim Šaban”

LA SPEZIA- Il progetto “Don’t Forget Srebrenica. L’ultimo viaggio di Ibrahim Šaban”, è formato da una mostra fotografica di 40 immagini più 7 pannelli didascalico-narrativi che affronta, tramite il reportage, il tema della guerra nei Balcani e, in particolare, il genocidio di Srebrenica consumatosi nel suo ambito, in Bosnia Erzegovina nel luglio del 1995.

La finalità del progetto è quella di raccontare cosa avvenne in quegli anni, quando tutta la popolazione maschile tra i 12 e i 75 anni, nel tentativo di salvarsi dal rastrellamento, fu costretta a fuggire verso il territorio dichiarato libero di Tuzla.
Qui, le sue ultime speranze furono disattese ed essa trovò la morte. Il contingente ONU presente sul posto, infatti, non applicò, né fece rispettare dai soldati del Generale Mladic, la risoluzione n. 819 del 1993 in forza della quale avrebbe dovuto garantire l’incolumità della popolazione civile.

La mostra fotografica si basa sul reportage realizzato nell’arco degli ultimi 15 anni dal fotoreporter Ciro Cortellessa. Il percorso visivo è composto da quattro serie di immagini scattate in diverse occasioni: durante la commemorazione di coloro che furono identificati dopo il ritrovamento nelle fosse comuni e nei boschi bosniaci, presso il Centro Internazionale di Identificazione tramite DNA ed infine durante la marcia della Pace che si svolge annualmente.

La mostra si distingue per l’uso simultaneo ed originale del bianco e nero e del colore. Il permanere del doloroso ricordo, espresso con il bianco e nero, si trasfonde nella celebrazione della vita che continua e si tinge di nuove speranze attraverso il ritorno alla cromia, simboleggiando così la rinascita di un popolo.

Il percorso testuale accompagna le immagini con lo stile narrativo della voce parlante fuori campo. Scelta propria dell’autrice Paola Ascani, infatti, è quella di ripercorrere gli eventi di Srebrenica come fosse il racconto postumo di uno degli sfortunati che rimasero vittima del genocidio, creando così una narrazione privata che coinvolge in prima persona i visitatori durante il percorso visivo e nella lettura delle immagini che rappresentano il dramma. La curatrice ha voluto inoltre dare rilevanza al ruolo delle Donne portatrici della Memoria Storica e del cammino compiuto dal loro popolo, dedicando la parte centrale dell’allestimento a Queste ed alla Marš Mira, fotografata nel 2005 e nel 2015 dal fotoreporter che vi ha preso parte in occasione del decennale e del ventennale del genocidio.

Degno di nota è, infine, l’inserimento nel percorso espositivo della foto con la quale il fotoreporter ha vinto il 1° Premio al concorso fotografico “Memorial Raffaele Ciriello” per fotografo di guerra nel 2010 e che ha ispirato il lavoro testuale e narrativo della curatela.

La mostra, inaugurata sabato 7, è aperta  da lunedì al sabato fino al 23 maggio 2016, in orario di apertura istituto, presso l’Istituto scolastico “Fossati-Da Passano” a Bragarina.

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