Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ricorda i giornalisti uccisi

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione del Giornata internazionale della libertà di stampa, intende ricordare i tanti giornalisti trucidati nel compiere il loro dovere: raccontare le storture e le ingiustizie del mondo e diffondere verità scomode per i poteri forti.

I giovani devono conoscere l’importanza di una stampa libera e oggettiva; la denuncia di azioni illecite o comportamenti dannosi per la collettività ha reso possibile l’indignazione popolare e conseguenzialmente, in molti casi, la punizione dei colpevoli, a prescindere dal ruolo sociale – politico esercitato; basti pensare al Watergate. Non a caso il movimento dell’Illuminismo, che per la prima volta forgiò il concetto di cittadino contrapposto a quello di suddito, vide proliferare la pubblicazione di gazzette e fogli, il cui intento era quello di rivelare le bassezze e gli abusi dei potenti e chiedere giustizia. Già dal Settecento il binomio verità – giornalismo serio caratterizzava la società civile o che aspirava a diventarlo.

Oggi i giornalisti, spesso quelli “free lance”,  vivono in condizioni economiche piuttosto precarie e spesso sono soggetti ad intimidazione – violenze da parte di chi vorrebbe reprimerne la voce e preferirebbe continuare a tramare nel buio e nell’omertà: nel 2015, come segnala il dossier Rsf (Reporter Senza Frontiera) sono 110 i reporter uccisi, 7 tra cameramen, fonici e tecnici e 27 i citizen journalist; un dato in aumento rispetto al 2014 (66 giornalisti, 11 collaboratori non giornalisti dei media e 19 citizen journalists). La civiltà di una nazione si misura anche dalla presenza di giornalisti liberi, intellettualmente onesti e indipendenti.

L’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani recita: Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
In nome di questi principi, il Coordinamento Nazionale docenti della disciplina dei Diritti Umani invita le scuole di ogni ordine e grado a promuovere tra gli studenti il concetto di libertà di opinione e sollecitarli ad essere critici, confrontare le informazioni e le fonti d’emissioni delle stesse, attraverso laboratori di lettura e l’analisi dei fatti riportati dalla stampa in classe.

Nella giornata del 3 maggio, un pensiero va rivolto ai circa 28 giornalisti italiani uccisi nel mondo e alla redazione di Charlie Hebdo, decimata durante l’attacco terroristico del 7 gennaio 2015.

“Io ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, e le violenze che non è stato mai capace di combattere.” (Giuseppe Fava)

Romano Pesavento presidente Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani

Giornalisti italiani uccisi

Cosimo Cristina (1935-1960), Termini Imerese (Palermo)

Mauro De Mauro (1921-1970), Palermo

Giovanni Spampinato (1946-1972), Ragusa

Giuseppe Impastato (1948-1978), Cinisi

Mario Francese (1925-1979), Palermo

Giuseppe Fava (1925-1984), Catania

Mauro Rostagno (1942-1988), Lenzi di Valderice (Trapani)

Giuseppe Alfano (1945-1993), Barcellona Pozzo di Gotto (Messina)

Giancarlo Siani (1959-1985)

Carlo Casalegno (1916-1977)

Walter Tobagi (1947-1980)

Italo Toni e Graziella De Palo, scomparsi in Libano il 2 settembre 1980

Almerigo Grilz, (1953-1987) morto in Mozambico

Guido Puletti (1993), Bosnia

Marco Luchetta, (1952-1994), Mostar (Bosnia) insieme agli operatori della Rai di Trieste Alessandro Ota e Dario D’Angelo

Ilaria Alpi (1961-1994), Mogadiscio, Somalia, con l’operatore Milan Hrovatin

Gabriel Gruener (1963-1999), Brazda, Macedonia

Antonio Russo, (1960-2000), Tiblisi, Georgia

Maria Grazia Cutuli (1962-2001), Afghanistan, sulla strada che da Jalalabad porta a Kabul. Insieme a lei uccisi: l’inviato di El Mundo Julio Fuentes e due corrispondenti dell’agenzia Reuters, l’australiano Harry Burton e l’afghano Azizullah Haidari

Raffaele Ciriello (1959-2002), Ramallah, Cisgiordania

Enzo Baldoni (1948–2004), Najaf, Iraq

Vittorio Arrigoni (1975-15 aprile 2011), Gaza

Andrea Rocchelli (1983-24 maggio 2014) , Slavianks, Ucraina

Simone Camilli (1979-13 agosto 2014) Gaza

 

 

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