Evadere dagli orrori del Nazismo attraverso la lettura: “Storia di una ladra di libri”, di Markus Zusak

Una bambina, Liesel, che vede morire il fratellino più piccolo. Una narratrice fuori campo, la Morte. La Germania del Nazismo, tra freddo, povertà e leggi razziali, bambini in divisa, bandiere e Heil Hitler come saluto. L’amicizia con un ebreo nascosto in cantina.

Questa è l’ambientazione di Storia di una ladra di libri (conosciuto anche come La bambina che salvava i libri), il romanzo dell’australiano Markus Zusak uscito nel 2005 e diventato, nel 2013, un film di Brian Percival, che ha avuto notevole successo e ottenuto numerosi premi. Protagonista la giovanissima (e praticamente sconosciuta) Sophie Niessel. 

Siamo nella Germania del 1938 e una donna (invisa al Governo nazista) sta accompagnando i due figli, Liesel e Wermer, a Molchin, dove verranno adottati da una famiglia. Ma durante il viaggio Wermer muore: mentre lo stanno seppellendo, al giovane becchino cade di tasca un libro, che Liesel raccoglie: è il Manuale del becchino e la bambina non sa neppure leggere, ma è l’ultimo legame che la piccola ha col fratellino. Inizia così la “carriera” della piccola ladra di libri. Sarà il padre adottivo, Hans Hubermann figura importantissima nella vita della bambina, che con amore e pazienza, le insegnerà a leggere e a scrivere, offrendo a Liesel una via di fuga dalla realtà triste, spaventosa e opprimente della guerra (lui stesso sarà richiamato alle armi). Altre figure fondamentali sono quella dell’amico Rudy (con il quale Liesel gioca e programma i furti di libri e di cibo) e, soprattutto, quella di Max l’ebreo, che passerà molto tempo nella cantina della famiglia Hubermann: i due si scambieranno molte storie e saranno, l’uno per l’altra, un’ancora di salvezza. Non meno importante (anche se apparentemente lo potrebbe sembrare) è la madre adottiva, Rosa, che nasconde un grande cuore dietro un pessimo carattere. Sia Hans che Rosa ameranno profondamente Liesel, che, pur non smettendo di pensare alla sua vera madre, ricambierà fino all’ultimo il loro sentimento.

Storia di una ladra di libri diverte e commuove, va dritto al cuore dei lettori, coinvolgendoli dalla prima all’ultima pagina. Fa riflettere, senza risultare retorico o moralista. Ottima l’idea di far parlare la Morte, che descrive gli umani dal suo punto di vista, ammettendo di esserne incuriosita e stregata.
Lettura consigliata, così come è consigliata la visione del film.

A volte vorrei che tutto questo finisse, ma poi tu scendi in cantina con un pupazzo di neve tra le mani.
(Max a Liesel)

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