Tentativi di resistenza all’oblio, di Marco Sartorelli per Lieto Colle

 Frate Oloberto attendeva i fedeli sotto il crocifisso di legno. Quando il tramestio divenne brusio e infine silenzio, parlò.  “Perché Iddio ha creato la Luce e la Tenebra? Perché luomo tema ed eviti il buio che cela il Maligno e sinebri dellarcobaleno. Perché nei colori ci sono il ricordo e la promessa del Paradiso”. E si ritirò. Di notte frate Oloberto pregava. Pregava e dipingeva. Pregava e faceva alchimie di colori mescolando materiali che estraeva da minuscoli sacchetti di iuta. Faceva scorrere tra le dita quelle polveri, quegli impasti e li portava al naso. “Terra di Siena”, sussurrava. “Sangue di bue”, diceva. “Verde di muschio”, sorrideva. E impastava nell’acqua e intingeva i pennelli di cinghiale. Passò lInverno e passò la Primavera: nessuno vide mai frate Oloberto…”(Frate Oloberto)

Questo  è soltanto un piccolo brano tratto da uno dei sedici brevi racconti di Marco Sartorelli raccolti nel volumetto Tentativi di resistenza all’oblio, edito recentemente da LietoColle.

Copertina -Sartorelli

Sono storie che prendono forma senza un apparente incastro l’una nelle altre ma che alla fine vengono accolte da un’unica e tremolante atmosfera onirica. Storie che ricordano lontanamente quelle di Italo Calvino inserite ne Il castello dei destini incrociati, pubblicate da Einaudi nel 1973 e che ebbe una genesi molto travagliata.

C’è da aggiungere solo che  in Sartorelli le persone, i luoghi, i tempi sono accerchiati da un buio troppo vicino alla morte che alla fine diventa la grande protagonista di molti di questi racconti.

www.lietocolle.it

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