La donna del mese: Anna Pardini, la neonata di Stazzema

A pochi giorni dal 25 aprile, vi proponiamo il consueto appuntamento con la Donna del mese. Quella di questo mese, in realtà, una donna non lo è mai diventata: vi parliamo di Anna Pardini, la più giovane tra le vittime dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. Anna avrà 20 giorni per sempre: nata il 23 luglio 1944, morì il 12 agosto. La furia nazifascista non risparmiò neppure lei.

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L’eccidio di Sant’Anna è uno degli episodi più spaventosi della Seconda Guerra Mondiale; quel 12 agosto 1944 morirono 560 persone, soprattutto donne e bambini perché gli uomini, temendo un rastrellamento, si erano rifugiati nei boschi. La piccola Anna non aveva neppure incominciato a vivere, quando si trovò in mezzo all’inferno: la trovò una sorella che riuscì a scampare alla morte. La neonata era agonizzante, tra le braccia della madre uccisa. Anna è “solo” una dei 130 bambini che morirono a Sant’Anna, un nome tra tanti, un volto di cui resta un’immagine in bianco e nero, ma è allo stesso tempo il simbolo dell’assurdità della guerra, della cieca violenza e dello sgomento che, ancora oggi, circonda la strage di Stazzema.
Incomprensibile e inspiegabile, dopo 72 anni.

Questo mese la vogliamo ricordare e, assieme a lei, vogliamo ricordare le tante, troppe, Anna divenute, loro malgrado, simboli dell’odio tra gli uomini. Le piccole Anna siriane, libiche, africane, che avranno 20 giorni o poco più per sempre.

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