ASL5: “Dai giornali notizie allarmistiche. L’Ospedale non è sporco, le infezioni sono in calo”

LA SPEZIA– A seguito di molti articoli, apparsi sulla stampa locale, che denunciavano scarse condizioni di igiene all’interno dei locali ASL e, in particolare, dell’Ospedale Sant’Andrea, la direzione sanitaria ha convocato questa mattina una conferenza stampa per rispondere a queste notizie giudicate allarmistiche.

Ha aperto la conferenza la dottoressa Decia Carlucci, che ha voluto prima di tutto specificare che di pulizie e sanificazione si occupano gli ausiliari della COOP Service; gli OSS (Operatori Socio Sanitari) si occupano della cura dei pazienti. Gli OSS si occupano di pulizie (come previsto nel loro mansionario) solo nei casi in cui il contatto coi pazienti è minimo (per esempio nel reparto di radiologia, dove devono solo accoglierli), ma non nei reparti dell’ospedale.
Sui giornali, poi, erano uscite notizie secondo le quali i pazienti erano costretti a stare “in mezzo ai cantieri“: la dottoressa Carlucci afferma che i reparti dove ci sono i lavori sono vuoti, per cui questo problema in ospedale non si è presentato.

Ha poi parlato la dottoressa Stefania Silvano, che si occupa delle cure primarie del territorio. La struttura di Via XXIV maggio è stata a lungo interessata dai lavori e lì un minimo di disagio per i pazienti c’è stato, soprattutto per ciò che riguarda la presenza di polvere. Ma, afferma, la situazione lì è meno delicata che in Ospedale, dal momento che non vi sono pazienti ricoverati, ma ambulatori. Al secondo, terzo e quarto piano, dove passano pazienti un po’ più delicati (bambini, donne gravide) i lavori sono terminati e sono in via di risoluzione anche al piano terra e al primo.

Le strutture spesso sono vetuste e sembrano sporche, magari a causa di macchie indelebili, ma in realtà i locali sono puliti, solo non sono ancora stati rimessi a nuovo”, commenta la dottoressa Milena Gemignani; e sulla pulizia dei locali insiste anche la dottoressa Paola Rossi, che parla di quotidiane verifiche sulle pulizie.

È la dottoressa Silvia Simonini a essere più precisa sui controlli. I locali più a rischio, come la terapia intensiva e le sale operatorie, sono sottoposte a controlli semestrali, secondo gli standard igienico-ambientali, sia per gli operatori sanitari che per i pazienti. Si tratta di controlli sia a livello di microclima che di campioni microbiologici.

Infine, la dottoressa Stefania Artioli ha reso noti i dati delle infezioni correlate all’assistenza. Secondo uno studio di prevalenza effettuato nel 2008, nella ASL5 la percentuale di infezioni era intorno al 9,8%, mentre i dati del 22 aprile u.s. parlano del 6,21%. La ASL5 segue un protocollo di infection control che è impostato sul modello dell’Emilia Romagna. Nel 2009, spiega la dottoressa Artioli, si è diffusa una pandemia di patogeni multi resistenti agli antibiotici, ma la nostra ASL ha retto bene.
Le maggiori infezioni sono: 1) vie urinarie 2) polmoniti 3) infezioni di ferite chirurgiche 4) setticemie.
Le infezioni, purtroppo,  non sono azzerabili, perché dipendono dai pazienti immunodepressi (sieropositivi, cardiopatici, diabetici, oncologici), ma alla ASL5 sono inferiori alla media nazionale (in certe ASL sono anche al 20%). Inoltre sono dati a rischio di sovrastima, poiché lo studio di prevalenza si concentra in un unico giorno, che potrebbe anche essere un giorno particolarmente sfortunato. Ma”, afferma Artioli, meglio così, perché ciò ci spinge a migliorare sempre“.

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