Sicurezza domestica: è più sicuro far finta di dormire con un ladro che gira per casa?

Ogni giorno, sui quotidiani, troviamo casi di furti nelle case, rapine, estorsioni; infatti la ricerca del Censis ha rilevato un aumento record di furti in abitazioni che sono più che raddoppiati negli ultimi dieci anni. Sono 689 al giorno, cioè 29 ogni ora: svaligiata una casa ogni 2 minuti. I ladri, sempre più spietati, scelgono le case e abitazioni private, anziché banche e negozi dotati di sistemi di sicurezza, perché sono sicuri di trovare un bottino da portare via, in un periodo di crisi come questo, in cui gli italiani hanno ridotto i consumi e preferiscono tenere i propri soldi sotto la mattonella. I numeri evidenziano una presenza consistente di stranieri nella scena del crimine.
Questi criminali si introducono nelle altrui abitazioni di notte e di giorno, incuranti degli ignari proprietari o inquilini mentre si trovano in casa, mettendo a repentaglio la loro incolumità. Altro reato più inquietante è la rapina in abitazione con violenza e minaccia dei proprietari; tutto questo turba la quiete domestica, con un aumento delle preoccupazioni dei cittadini che vedono questa criminalità sempre più pericolosa e in continua crescita. Significativi sono anche i risultati della ricerca del  “Sole 24 ore” per il 2015 nella Provincia spezzina; il peso di scippi e di borseggi su 100mila abitanti è notevole:siamo a 388, con una collocazione nella coda della classifica, al 95/110 posto.

Con i furti in casa il dato è: 406 con riferimento a 100mila abitanti; per le rapine a quota 24,26. È  tempo di abbandonare il malinteso senso di “Buonismo” e permissività che lo Stato e questo Governo trasmette agli stranieri ed ai sedicenti profughi: espulsione immediata dei rifugiati che delinquono. È un dato di fatto che esiste una diffusa e sempre crescente sfiducia da parte dei cittadini italiani nei confronti della giustizia penale: la si vede di giorno in giorno con delinquenti rimessi a piede libero il giorno dopo aver compiuto gravi reati, con vittime di reati che sono assurdamente costrette a risarcire i criminali, e con una giustizia penale lenta, spesso sbagliata. In Italia, ancor prima della certezza della pena va affrontato il problema dell’assenza della pena. Oggi chi ruba e chi spaccia non va in galera. È urgente un decreto da parte di questo Governo “Buonista” e va attuata una riforma anche per tutelare chi cerca di difendere se stesso, la propria famiglia e i propri beni. È di questi giorni la discussione in Parlamento della legittima difesa, oggi rinviata la discussione.

In una riunione a Vezzano, di qualche anno fa, sulla sicurezza, in seguito a numerosi furti in casa, ho fatto la seguente domanda ad  un graduato dell’arma presente: “Se durante la notte mi accorgo, che all’interno della mia casa, si aggira un ladro, e ho la disponibilità di un’arma, come mi devo comportare al fine di salvaguardare la mia incolumità e quella della mia famiglia?”. La risposta è stata:  “Fare finta di dormire”. Alla luce di quanto sopra il sottoscritto sostiene, la Proposta  di legge di iniziativa popolare, contenente “misure urgenti per la massima tutela del domicilio e per la legittima difesa”  che  porta modifiche sia all’art. 55 del codice penale, aggiungendo “non sussiste eccesso colposo in legittima difesa quando la condotta è diretta alla salvaguardia della propria o altrui incolumità o dei beni propri  o altrui”, che all’articolo 614 del codice penale, aumentando le pene al quarto comma, mediante la sostituzione delle parole “da uno a cinque anni”  a “da due a sette anni”.

Chi vuole sostenere questa Proposta di legge  può andare andare nel proprio Comune, con un documento valido e chiedere di firmarla.

Mario Bonelli Dottore Commercialista in La Spezia, Coordinatore Provinciale del “Movimento FARE” di Flavio Tosi

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