La maggioranza salva Federici, respinta la mozione di sfiducia delle opposizioni

LA SPEZIA– “Scrùsciu di carta e cubbàita nenti“, per dirla in siciliano (la cubbaita è un antichissimo torrone siciliano a base di miele, sesamo e mandorle che una volta era venduto nelle fiere, tagliato a rombi e avvolto in carta oleata. Quando i pezzi erano piccoli e la carta di rivestimento abbondante, il rumore “Scrùsciu” prodotto nell’aprire l’involucro era più del dolce contenuto) o, per dirla col Bardo, “Molto rumore per nulla“.

Un mese di litigi, di dichiarazioni di fuoco sui giornali, richieste di “azzerare la Giunta“, via vai di Assessori, per giungere infine, alla sera della verità, quella della mozione di sfiducia a Massimo Federici; è proprio il Sindaco ad aprire, chiedendo scusa alla cittadinanza per queste ultime settimane di lavori bloccati e rivendicando poi le sue scelte; quindi iniziano gli interventi dei consiglieri di opposizione. Tutti parlano di “città ostaggio delle beghe del PD” e “sindaco autoritario“, puntando il dito sulle varie criticità cittadine, dalle Piazze-cantiere alla spazzatura, dalle buche per strada alle problematiche della Sanità. La maggioranza tace. A parte il discorso auto-celebrativo del Sindaco, che parla delle meraviglie della città, di quanto Spezia stia cambiando e in meglio (punti di vista…). delle eccellenze come ATC, delle nuove Piazze, e di quanto sia forte e unita la sua Giunta, bisogna aspettare le 23:20 per sentire un consigliere PD. Parla il giovane Luca Erba, capogruppo e portavoce dei dissidenti, che sembra voler dare un colpo al cerchio e uno alla botte, rinnovando la fiducia alla Giunta in nome di un patto di fine mandato e allo stesso tempo condannando le modalità con cui il Sindaco ha mandato a casa l’Assessore Stretti.

Dopo questa aperta dichiarazione di fiducia, complice anche l’ora che si sta facendo tarda, cala indubbiamente un po’ di tensione: se qualcuno aveva sperato in un moto di ribellione da parte della corrente orlandiana, (si rivede in Consiglio anche Laura Cremolini) si deve ricredere: Federici non cade e lo ribadisce Pierluigi Sommovigo, con un discorso più piddino del PD che strappa qualche mormorio di disapprovazione. C’è tempo per piccoli battibecchi tra consiglieri e poi si vota la sfiducia: la maggioranza è compatta. Mozione respinta, 19 a 13.

Poche, in generale, le note di colore: la consigliera Frija paragona il Sindaco a Rapunzel (entrambi chiusi nella torre), il consigliere Colombini offre un salvagente (in senso letterale, proprio) alla Giunta, gli ironici complimenti di Guerri agli orlandiani per l’azzeramento della Giunta (“avete azzerato la Angelicchio”), Marcella Ariodante che attacca Raffaella Paita, accusandola di muovere ancora i fili. Poco altro. Tanti discorsi, tanta noia, tre ore di Consiglio Comunale e molta gente che, stremata, a metà della discussione è andata via.

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Nei prossimi giorni, ha assicurato il Sindaco, avremo la nuova Giunta al completo, per affrontare l’ultimo anno di mandato. Poi, si vedrà.

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