“Note di passaggio” di Cesarina Vegni per “Lieto Colle”

Derrida sosteneva che “un titolo è sempre un’economia in attesa della sua determinazione, della sua precisione, quello che esso determina e quello che la determina.”

Da questo punto di vista Note di passaggio di Cesarina Vegni (LietoColle, 2016) non disattende affatto la promessa anticipata dal titolo.
Questo libro, scrive Maurizio Cucchi nell’introduzione, “è un’opera prima, di un’autrice non propriamente giovane, ma che ha trovato, gradualmente, una sua via di meditazione lirica nello stile, che le ha consentito di pervenire a un esito, questo, di pacata saggezza poetica. Sono diversi i temi e diverse le soluzioni stilistiche di questo libro. Cesarina Vegni, infatti, compie in questi testi una ricerca del sé più autentico, una ricerca condotta con discrezione, per un bisogno di onesta ricomposizione estetica di un quadro di vita dalle varie sfaccettature e sfumature. Si muove essenzialmente alla scoperta di un fondo di verità nel reale, oltre la scorza della routine, ed è una scoperta che le suggerisce il bisogno, poi, di testimoniarne di dar forma alle impressioni che l’hanno attraversata.

(“Tre minuti pulsano in giallo./ Mio figlio attende, con uno zaino tre libri, un quaderno, due biro sulle spalle.//Ora è ferma la conta dei minuti, nel vuoto scorrono le porte ma// suona tre volte la campanella,/ mio figlio sale i gradini di lucide piastrelle, al terzo/ ondeggia il suo saluto, nel vuoto così bello del mattino.// Tra tre minuti ci sarà l’arrivo o chissà l’appello./La speranza attende, scorre/ insieme al tempo, non teme gli inciampi fra le porte.// Nell’aula luminosa, sulla pagina bianca scricchiola una matita scura.” (Tre minuti) )

I lavori dello sguardo, del cuore, del pensiero di Cesarina Vegni trovano casa nella Poesia e nuova vita dalle carezze dei nostri sguardi.

www.lietocolle.it

Copertina VEGNI

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