Europa al capolinea (di Mario Bonelli)

È  noto che l’Europa si è costituita senza la diretta volontà dei popoli, come l’Euro è stato imposto agli italiani senza una dovuta preparazione e senza nessuna possibilità di scelta. Oggi ci troviamo dinanzi ad un’Europa in crisi per ragioni morali prima che monetarie, che non ha uno strumento di risoluzione dei problemi fondato sulla volontà dei popoli. Il principio su cui si regge tutta la costituzione europea, cioè la libera circolazione delle persone viene disatteso dagli stati europei, da ultimo l’Austria con le barriere al Brennero; altri stendono fili spinati e chiudono le frontiere con le armi.  Questo comporta la fine delle gloriose tradizioni politiche europee, la fine di Shengen, una dissoluzione lenta dell’Europa. Purtroppo questa non è l’Europa pensata e voluta dai nostri padri.  Gli stati europei, che non possono paragonarsi agli Stati Uniti, formano un coacervo di potenze autarchiche, che dimostrano di non condividere o spartire con gli altri, d’altronde  sono reduci di annose guerre negli anni passati. In questa immagine non idilliaca, penso che ogni Stato europeo si  debba riprendere la propria Sovranità nazionale e quella monetaria. Il popolo italiano saprà riscattarsi da questa brutta esperienza europea,  in quanto abbiamo eccellenze  in tutti i campi, e ridare fiato alle piccole e medie imprese che sono sempre state la colonna vertebrale della nostra economia, che stanno scomparendo  soffocate dagli abnormi vincoli europei. Penso che i 16 miliardi che dobbiamo dare all’Unione Europea, siano piuttosto corrisposti ai 4 milioni di poveri che si trovano in Italia, e ai pensionati con 600 euro al mese. Le politiche Renziane  degli 80 euro dei 500 euro ai giovani non sono medicine per una economia italiana malata. Ci vuole altro.

Mario Bonelli Dottore Commercialista in La Spezia

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