Residenti e operatori delle Cinque Terre rispondono a Trenitalia

MONTEROSSO– Ancora una volta cittadini, residenti e pendolari delle Cinque trattati come pezze da piede, e adesso anche “schedati”! Ancora una volta dobbiamo leggere a mezzo stampa dichiarazioni sconcertanti, questa volta  dal Direttore regionale di Trenitalia Enrico Melloni. La soluzione al disastro “Cinque Terre Express”? Far fare fermate straordinarie agli altri regionali. Dopo esserci sentiti dire per mesi dall’Assessore Berrino che l’unica soluzione era quella dei treni dedicati “Cinque Terre Express” ed essere trattati come fastidiosi questuanti dall’Assessore e dal suo apparato tecnico-politico, adesso si scopre che semplicemente si faranno fermare in via straordinaria i treni che non fermano, e si presenta la cosa come un prova della bontà del sistema!
Ma per quanto le affermazioni del Responsabile di Trenitalia siano strabilianti, i residenti, gli operatori e pendolari delle Cinque Terre non intendono polemizzare su questo con Trentalia, perché sanno che la responsabilità delle scelte sbagliate è tutta dell’Assessore e del suo apparato politico e tecnico, pagato (lautamente!) con i contributi dei cittadini che dovrebbero rappresentare.
Ancora una volta i residenti e pendolari e – lo ricordiamo – elettori del Levante e delle Cinque Terre non vengono minimamente considerati nella valutazioni. Il sistema architettato dai dirigenti della Regione non funziona? Si racconta che funziona benissimo facendo proprio quei correttivi che dimostrano la palese inadeguatezza del sistema!
E che a parte qualche ponte tutti gli altri giorni utenti, pendolari e cittadini delle Cinque Terre siano costretti a convivere con un sistema inefficiente e dannoso per la loro vita quotidiana, a chi è preposto a decidere – che lo ricordiamo è un rappresentante dei cittadini – non interessa? Il fatto che, per introdurre un treno ogni mezz’ora per i turisti, si tolga ai residenti e pendolari la possibilità di raggiungere le altre località della Liguria e d’Italia senza
cambiare una o più volte treno, con tempi di percorrenza anche triplicati (o con “buchi” anche di un’ora mezza tra un treno e l’altro negli orari di rientro a casa!) – non interessa?
Ma la cosa più umiliante che veniamo a scoprire è, che per far applicare la tariffa maggiorata utenti, cittadini e turisti saranno “schedati” come delinquenti. Insomma, mentre le bande borseggiatrici ampiamente note a tutti, circolano e continuano ad “operare” sui treni e nelle stazioni derubando i turisti, rovinando le vacanze centinaia di visitatori che mai più ritorneranno e quindi danneggiando l’immagine della Liguria nel mondo, residenti e operatori delle Cinque Terre e con loro tutti gli altri residenti e cittadini liguri, persone oneste che lavorano che contribuiscono alla prosperità del territorio e turisti che sostengono l’economia della Regione saranno sottoposti a controlli di polizia
(si richiederà l’intervento dell’esercito?) per la riscossione della tariffa da 4 euro! E poiché si invitano la Regione e i Sindaci a proporre forme diverse dalla carta di identità per verificare l’effettiva residenza del viaggiatore, ci permettiamo di proporre in questa sede: il microchip sottopelle, la marchiatura o il tatuaggio a scelta dell’utente!
Non cambia di una virgola quanto viene detto da tempo da residenti, operatori economici e pendolari delle Cinque Terre e del Levante, che ribadiscono le proprie proposte – ampiamente note all’Assessore – proposte che si sono scontrate fino ad ora solo con mancanza di volontà di ascolto e atteggiamenti irridenti da parte dell’Assessore Berrino e del suo apparato politico e tecnico.

I cittadini ed i rappresentanti delle Categorie sostenitrici del ricorso al TAR

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