Porte aperte all’arte nel borgo di Casté

“TRA CIELO E MARE” è il titolo della mostra collettiva che inaugura Sabato 16 Aprile alle ore 18.00 a Casté.

Il piccolo borgo, riportato a nuova vita grazie all’impegno e alla volontà dei suoi abitanti, si conferma cornice ideale per ospitare artisti liberi di sperimentare i più diversi linguaggi espressivi.

Una galleria espansa in un percorso articolato in cui la scultura, la pittura, il collage, la grafica, la fotografia e la performance si fondono negli spazi architettonici e la creatività degli artisti prende forma.

Punto di partenza dell’affascinante percorso espositivo è la Locanda del Podestà i cui locali, risultato di un sapiente ed accurato restauro della vecchia scuola del paese, ospitano, nell’ambito della rassegna CastéTiGusto, gli artisti Alessio GUANO, Jena FILACCIO e Nicola PERUCCA.

Del giovane e poliedrico artista Alessio GUANO è in corso la mostra “Nuovi media immagini e linguaggi in rete” curata da Tiziana Clara Luisi. Guano è un visual artist, già affermato a livello internazionale, che reinterpreta la tecnica del collage utilizzando materiale pubblicitario, giornali e foto tratte da film dando vita a nuove e potenti immagini fortemente evocative. La scomposizione della parola e dell’immagine unite alla dichiarata volontà di condivisione dell’esperienza collettiva attraverso i social sono i tratti distintivi di questa mostra.

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Della scultrice americana Jena FILACCIO i visitatori potranno ammirare alcune piccole opere in marmo, in permanenza, emblematiche della sua vasta e diversificata produzione. Jena lavora creta, legno e marmo per dare vita ad ironiche germinazioni cellulari, bizzarre figure antropomorfe e totem ancestrali.

Nicola PERUCCA ha personalmente allestito la mostra “La stanza immaginaria”, in permanenza in una delle sale del ristorante. L’artista espone opere multiple, alcune opere originali e quaderni d’autore realizzati nel corso dell’ultimo anno che offrono al visitatore i porti, i mari, i miraggi, le visioni e le architetture tipiche del suo mondo espressivo.

Nel “grottino”, piccolo spazio dotato di una grande anima caratterizzato da imponenti pareti in sasso che evocano una sala micenea, trovano spazio le sculture di Stefano GRAZIANO.

GRAZIANO rilegge il mondo classico attraverso l’utilizzo di materiali rigenerati e rivestiti di una nuova definizione artistica. Nel suo percorso è passato dalla modellazione classica del marmo alla lavorazione della carta per arrivare all’attuale utilizzo della resina resa luminescente e arricchita da elementi di scarto del vivere quotidiano.

All’interno della suggestiva Corte Paganini, un tempo fulcro dell’attività contadina del paese ed ora sede della rassegna di spettacoli denominata Teatro Corte Paganini, Gianluca GHINOLFI interpreta, con la fotografia, l’allarme di Gaia Madre Terra. Dal profondo del bosco, nascosti all’umana vista, emergono segnali inquietanti di ribellione che solo l’occhio attento del fotografo riesce a cogliere.

Nei locali della Casa Paganini, splendido esempio di architettura rurale vincolato dalla Soprintendenza insieme alla Corte e all’adiacente Cappella privata, esporranno le loro opere Monica ARRIGONI, Alessandra BARUZZO e Paolo MEGAZZINI.

Di Monica ARRIGONI saranno esposti gli ultimi lavori che rappresentano un’efficace sintesi delle esperienze pittoriche dell’artista. I colori scelti rimangono quelli che, da sempre, fanno parte del “diario” pittorico dell’autrice passando dai rossi, agli azzurri, ai verdi per ampliarsi verso più sfumate cromie.

Le opere di Alessandra BARUZZO rendono, con una verosimiglianza che sconfina nell’iperrealismo, le rifrazioni della luce, le trasparenze riflesse con una tecnica che è quella della decorazioni d’interni da cui la BARUZZO proviene. Le sue conchiglie, le candele, le nature morte, le ninfee e le foglie esprimono una spiritualità e una serenità che affascinano il visitatore.

Virginia Daniela MALTENO, arrivata alla pittura dopo anni dedicati alla ceramica, cerca di conservare, attraverso l’uso di substrati materici e parti in rilievo, la tridimensionalità appartenente al mondo plastico.

I suoi lavori rappresentano un’idea, un sogno, quella poesia che aveva in tasca quando ha cominciato a dipingere è ancora lì, espressa in un caleidoscopico e personalissimo mondo di forme e colori.

Le sculture di Paolo MEGAZZINI esprimono le tensioni, umane e psicologiche, rivolte al desiderio di fuga. Tensione espressa nel mito di Ulisse (arco in legno con sfera), nel Trittico, in Giona (pensatore in marmo sul suo basamento) e in Tensione (lastra in marmo sospesa).

Alle Cà sorvane, nella parte alta del borgo, l’artista Mauro MANCO – i cui lavori realizzati site-specific con materiali poveri sono ospitati, in permanenza, lungo le vie del borgo – apre le porte della sua casa-atelier e presenta un nuovo allestimento dal titolo “Houseart”. Il rosso, il bianco e il nero che sono i colori portanti del suo linguaggio pittorico sono presenti sulle tele, sugli eleganti assemblage e sulle sculture realizzate con l’utilizzo di elementi naturali.

Ultima tappa del percorso casa Natale in cui saranno esposte le opere di Simonetta AMADI. I suoi lavori traggono ispirazione, rivisitandola in una suggestiva lettura personale, dall’arte manicomiale femminile, perché, in passato, se agli uomini internati venivano fornite tele e pennelli, alle donne rimaneva soltanto il cucito…

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