Inerti. Recensione di Gaia Fabbri

Inerti
di Barbara Giangravè
198 pagine 15 €
Autodafé edizioni 2016

 

Il romanzo nasce dal materiale che la giornalista Barbara Giangravè ha raccolto su presunti intombamenti in Sicilia, incoraggiata dalle dichiarazioni che il pentito di camorra Carmine Schiavone le ha rilasciato un anno prima di morire, relativa allo smaltimento illegale di rifiuti che, in Sicilia, sarebbe iniziato ben prima che in Campania: “Mentre noi abbiamo cominciato alla fine degli anni Ottanta, loro lo facevano già da un decennio. Già negli anni Settanta loro erano immischiati in questo business”.

 

La protagonista del libro è la trentenne Gioia, che proprio all’inizio della vicenda viene licenziata dall’azienda per cui lavora a Palermo. Decide così di tornare nel paese di provincia dei suoi defunti genitori.Trova lavoro in una libreria, ma l’incontro con un suo ex fidanzato, Fabio, e le date di nascita e di morte stranamente ravvicinate sulle tombe del cimitero la costringono a prendere atto di quanto sia diffuso il cancro nel piccolo paese. Gioia comincia così la sua ricerca, che la porterà a scoprire la causa di un così alto numero di morti per cancro e, nel contempo, a rimettere insieme i tasselli della propria esistenza.

E’ un viaggio duro quello che il lettore compie insieme alla protagonista, che lo porta a conoscere un aspetto del nostro Paese che spesso preferiremmo non vedere. I personaggi sono forti e ben delineati, sarà un piccolo dispiacere doverli salutare una volta terminata la lettura.

 

Barbara Giangravè è nata a Palermo del 1982. Laureata in Scienze della Comunicazione, giornalista professionista dal 2006, ha lavorato per agenzie informative, testate giornalistiche online, uffici stampa. E’ stata insignita nel 2011 del titolo di Inspiring Woman of Italy per gli anni del suo attivismo antimafia. Ha viaggiato in Europa, America e Asia. Inerti è il suo primo romanzo.

libreria liberi tutti

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