Grandi, sfortunati, maledetti: LYNYRD SKYNYRD. Di Fabrizio Bordone

Ci sono miti che si alimentano nelle tragedie, avvolti da un alone inquietante, permeati dalla fatalità, da quel senso di ineluttabile che affascina e lascia sgomenti. Così come per il nostro calcio si accostano mito e sfortuna al Grande Torino, per il mondo del rock, l’emblema di questo binomio non possono essere che loro, i Lynyrd Skynyrd. Tra i maggiori esponenti del Southern Rock, il Rock Sudista americano, sono da sempre, per gli appassionati, una band di culto, tra le più amate da generazioni e generazioni. La loro storia, o meglio, la storia più significativa dei Lynyrd Skynyrd, è quella che va dal 1970 al 1977, anno in cui una parte del gruppo perse la vita in un incidente aereo. Come una maledizione, la sorte si è accanita anche in seguito nei confronti dei superstiti e dei successivi membri di questa incredibilmente sfortunata compagine musicale. Tutto inizia negli anni sessanta quando un gruppetto di amici adolescenti forma una band ispirandosi ai grandi nomi del momento, Rolling Stones, Beatles ed altri, siamo a Jacksonville, Florida. Il giovane leader è Ronnie Van Zant che, dopo i primi timidi esordi, decide di dare un nome definitivo alla band scegliendo Lynyrd Skynyrd. Ma cosa significa questo nome curioso? E’ la storpiatura di Leonard Skinner, un insegnante di educazione fisica che si batteva in modo attivo contro la imperante moda dei capelli lunghi, ovviamente si trattava di un omaggio polemico nei suoi confronti. Nonostante tutto, quando diventarono famosi, invitarono lo stesso Skinner a presentarli prima di un concerto, seppellendo cosi’ gli screzi del passato. Dopo vari concerti in giro per il Sud del Paese e i primi cambi di formazione, passarono definitivamente all’uso di tre chitarre, modifica che diventò un loro marchio di fabbrica e che esaltava la loro musica potentemente rock-blues. Il loro primo album, contiene un brano emblematico, “Free Bird” al quale sono legati alcuni aneddoti. Venne dedicato allo scomparso Duane Allman degli Allman Brothers Band, grande gruppo anch’esso di Rock Sudista e questo brano ultrafamoso, cominciò a passare per le radio e a scalare le classifiche. La stessa “Free Bird”, faceva parte di un siparietto con Van Zant che chiedeva al pubblico quale canzone volesse sentire, con tutti che ne gridavano il titolo, pratica diffusa nell’ambiente dei concerti rock ancora oggi. Gli Skynyrd diventano famosi, fanno da spalla ai grandi The Who che stanno girando gli USA con Quadrophenia e, prima di un loro concerto, gli stessi Who si rifiutano di esibirsi perché la folla continua a richiamare sul palco Van Zant e soci. Il secondo album, vince il disco di platino e, a quei tempi, non era un’impresa piuttosto semplice come oggi. Il disco è trascinato da un altro brano immortale, quella “Sweet Home Alabama”che sarà usata in tanti film, in tanti spot e che allora si disse fosse una risposta ad “Alabama” di Neil Young con il quale venne inventata una inesistente rivalità. Altri successi come “Saturday Night Special” o come “Gimme Three Steps”, “Call Me The Breeze” e la splendida “Tuesday’s Gone”, portano al fatidico 1977. E’ il 20 ottobre, solo tre giorni prima è uscito il loro nuovo album, “Street Survivors”. La band sale su un volo charter con destinazione Baton Rouge, Louisiana, dove devono tenere un concerto. Il piccolo velivolo si schianta in Mississippi e perdono la vita Van Zant, Steve Gaines e la sorella corista, pilota, co-pilota e un assistente della band. I superstiti, sono ridotti molto male; chi sfigurato, chi pesantemente fratturato, fattostà che la band si scioglie. La maledizione che colpisce i Lynyrd Skynyrd è solo all’inizio; i sopravvissuti Rossington e Collins formano l’omonima band ma quest’ultimo, guidando ubriaco, si schianta uccidendo la fidanzata e rimanendo paralizzato per sempre. Nonostante tutto, ciò che resta della band originaria riforma il gruppo con l’aggiunta del fratello minore di Van Zant, ma Collins, ben presto muore di polmonite. Tra cambi continui di formazione, gli Skynyrd esistono ancora ma lo storico bassista Wilkeson perde la vita per problemi epatici e renali. Arriviamo al 2005, anno in cui i Lynyrd Skynyrd insieme a Sex Pistols, Black Sabbath e Blondie, sono tra i papabili per entrare nella Rock And Roll Hall Of Fame e vi entrano dopo ben 7 nominations andate a vuoto. Di lì a poco, si spengono: il chitarrista Thomasson per infarto, il vecchio tastierista Powell per lo stesso motivo, il giovane bassista Evans, uno degli ultimi arrivati, per cancro e l’ex corista Billingsley anch’egli di tumore. I successi dei Lynyrd Skynyrd sono entrati nel cinema, nella televisione, nelle pubblicità e persino nei videogiochi. La tormentata storia di un gruppo a ragion veduta considerato mitico, affascina ancora oggi le nuove generazioni, d’altronde si sa, la musica è libertà, come quell’immortale “Free Bird”…

                                                                                    Fabrizio Bordone

Advertisements
Annunci
Annunci