Paita chiude un occhio sulle trivelle. Il Pd in Regione Liguria prima promuove i referendum, poi li boicotta.

Chi come noi ha il privilegio (notevole) di ricevere le newsletter della capogruppo Pd in Regione Raffaella Paita avrà notato il curioso trafiletto contenuto nell’ultima:

«Bloccato il tentativo di usare soldi dei cittadini per la campagna referendaria per il Sì al referendum sulle trivelle. Sono contraria a finanziare con i soldi della Regione, e cioè di tutti, una campagna per votare sì al referendum del 17 aprile, come chiedono alcuni consigliere regionali. Nulla da eccepire sulla posizione politica di ciascuno, ognuno può scegliere liberamente da che parte stare, anche se noi la pensiamo all’opposto, però quando si fa una scelta di parte non si possono usare i soldi pubblici. I consiglieri finanzino l’iniziativa di tasca propria, non con i soldi di tutti i liguri.»

Chiaro esempio di schizofrenia politica: quand’era in Regione Paita promosse il referendum e ora che è all’opposizione  boicotta anche uno stanziamento come quello previsto di 25mila euro.

Peccato che, come riportato nell’articolo che Paita stessa allega, il Consiglio Regionale si fosse espresso per il Si al Referendum contro le trivelle, deliberando legittimamente l’impegno dei fondi.

Un assist a Paita è arrivato in realtà dal Presidente Toti che, spiazzando i suoi alleati, ha “dimenticato” di aver deliberato il finanziamento.

Qui in Liguria si naviga a vista…

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