Caso Bolleri: ieri pomeriggio di tensione in Via Napoli, oggi possibile soluzione

LA SPEZIA– Un presidio di protesta per chiedere a gran voce che Roberto Bolleri, 56 anni, disabile, possa fare ritorno nell’alloggio popolare al 154 di Via Napoli, nel quale risiedeva regolarmente dal 2003, dopo che, di ritorno da casa del cugino dove si trovava per motivi di salute, lo ha trovato occupato abusivamente da un’intera famiglia: madre marocchina, padre siciliano e tre figli, che di andarsene pare non ne vogliano proprio sapere.

Unico amministratore spezzino schierato al suo fianco Luigi De Luca, Capogruppo di NCD-Area Popolare in Consiglio comunale, che, appena appresa la notizia, ha presentato un’interpellanza urgente al Sindaco “grande assenteMassimo Federici, ancora una volta travolto dalle polemiche e dalla rabbia degli spezzini.

De Luca ha così deciso di organizzare la manifestazione di ieri pomeriggio, durante la quale a tenere man forte sono stati i militanti di estrema destra di CasaPound e Forza Nuova, “armati” di bandiera tricolore e sostenuti da decine di cittadini. “Siamo tutti qua per Roberto”, “Fuori subito” e “Difendiamo i nostri quartieri” sono stati alcuni degli slogan che si sono levati da Via Napoli. Tantissimi gli stranieri presenti, per lo più arabi e sudamericani, che alla Spezia hanno trovato un futuro e che oggi difendono il loro concittadino, rivendicando, per primi, un’integrazione possibile solo attraverso la tutela del rispetto reciproco e della legalità.

Un corteo iniziato in maniera pacifica, ma che ben presto è degenerato nella tensione quando l’inquilina “abusiva” ha scostato la persiana e si è affacciata alla finestra per tentare di replicare alla folla inferocita, tenuta a debita distanza dalle forze dell’ordine, ben presto riorganizzate in assetto antisommossa. La tensione è alle stelle e la donna accusa un malore, ma questo non serve a placare gli animi: Amal El Habachi, questo il suo nome, viene caricata su una barella e trasportata al Sant’Andrea, tra le urla, i fischi e lo sdegno generali. “Vergogna, siete pagati con i nostri soldi” hanno imprecato i manifestanti contro gli operatori del 118, mentre dalle finestre dell’abitazione i parenti di Amal si scagliavano contro residenti e poliziotti a suon di insulti e sputi.

Il legale di Bolleri: “questione di giorni”

Ieri mattina ho parlato con il Sostituto Procuratore Caporuscio, il quale, vista la sollecitazione e il nostro esposto, ha fatto una richiesta immediata di sequestro preventivo dell’immobile al Gip – ha detto aLaSpeziaOggi.it Cesare Bruzzi Alieti, avvocato difensore di Roberto BolleriOggi o domani il Gip dovrebbe rilasciare questo sequestro, dopo di ché verrà dato il via libera allo sgombero immediato dell’appartamento e ne sarà disposta la restituzione al legittimo proprietario. Ormai – ha concluso il legale – dovrebbe essere solo questione di giorni.

Mauro Bornia, Assessore comunale alle Politiche sociali: “soluzione vicina”

La soluzione che avevamo proposto in un primo tempo non era stata accettata, perché la signora voleva mantenere un’unità famigliare che, in questo momento, non siamo in grado di poterle offrire: non disponiamo di unità abitative consone ad un nucleo famigliare allargato – ha spiegato l’Assessore Bornia ai cronisti – Domani mattina (questa mattina, ndr.), alle 8.30, lei verrà ai Servizi sociali e noi la accompagneremo, insieme ai suoi figli, a vedere una soluzione temporanea che abbiamo proposto per lei e i minori, garantendo la sicurezza soprattutto di questi ultimi. Il padre – conclude Borniatroverà un’altra sistemazione e, nel frattempo, saranno espletate tutte le procedure per poter garantire loro un alloggio dove in futuro si possano ricongiungere.”

Corrado Mori, Assessore comunale alla Sicurezza urbana: “ripristino della legalità mai stato in discussione”

Ci auguriamo che si possa arrivare presto ad una soluzione – ha detto Mori al nostro giornale – è chiaro che da una situazione di povertà e disagio non può nascere un abuso. Il ripristino della legalità – ha concluso l’Assessore comunale – non è mai stato in discussione.”

(Francesco Munari)

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