Impresona!!! di Marcello Delfino

LA SPEZIA – Si sperava nell’”impresa” o nell’”impresina” ed è stata “impresona”!

Un atteggiamento utilitaristico ed attento ci ha fatto superare di slancio un ostacolo che sembrava insormontabile.

È pur vero che il Cagliari non attraversa il miglior momento della stagione e che quel po’ di buona sorte, che non guasta mai, ce lo ha fatto incontrare proprio adesso, ma come non sottolineare la grande prova di maturità di una squadra che veniva da una pesante battuta d’arresto che aveva raffreddato qualche entusiasmo e che ha saputo reagire dimostrando una notevole capacità di controllo dei propri nervi prima che dei propri muscoli.

Le vicende degli allenatori, si sa, dipendono da tanti fattori e non sempre il successo arride ai più bravi. Talvolta, al contrario, particolari condizioni favorevoli concomitanti consentono anche ai meno preparati di raggiungere traguardi immeritati.

Per questo non amo i paragoni tra allenatori, soprattutto quando si tratta comunque di professionisti seri, come nel caso di Bjelica e Di Carlo.

È certo però che si debba dare atto a Di Carlo di avere utilizzato al meglio il tanto di buono che già c’era e di avere rifinito il tutto con un mercato invernale assolutamente indovinato ed una accortezza nel sistema di gioco alla quale l’atteggiamento disponibile dei ragazzi si è adattato benissimo.

A Cagliari ha dato il suo contributo, per esempio, anche Juande, che non è certo inferiore a tanti centrocampisti della categoria, ma che si è adeguato con compostezza al rendimento di Errasti che è diventato il fulcro del nostro centrocampo e che sta attraversando un momento di forma straordinario.

Mario Situm, la “freccia dell’Adriatico” sta scalpitando e scalpitiamo anche noi in attesa di rivederlo duettare con Migliore e ricomporre un tandem capace di sventrare le difese avversarie.

Eppure non possiamo certo lamentarci del “nostro” Catellani che, capocannoniere della stagione passata, ha accettato anche ruoli da seconda forza ed ha dato tutto quello che aveva, e forse qualcosa di più, ogni volta che è stato chiamato in causa.

Il primo gol al S.Elia è stato frutto di un rimpallo conseguente ad una ostinata perforazione proprio di Catellani, rimpallo che ha favorito Migliore sulla conclusione del quale non ha mancato il tap-in l’arciere Calaiò.

Fra i rientri fa piacere segnalare anche quello di “scooter” Canadija che ha però potuto consumare poca benzina dal suo capientissimo serbatoio, essendo entrato verso la fine rincorrendo generosamente, come d’abitudine, qualunque avversario gli capitasse di vedere con la palla al piede.

E come non citare l’esordio, anche se per pochi minuti, di Marco Crocchianti, romano classe ’96, altro prodotto della “cantera” aquilotta, destinato a diventare forte ed a far forte lo Spezia.

Dispiace per l’infortunio occorso a Nenè e ci auguriamo, come spesso accade in questi casi, che i tempi di recupero siano meno lunghi del previsto.

Ci attende lo scontro di sabato col Novara e qui, purtroppo, non ci sarà bisogno di “impresona” ma si dovrà conquistare la difficilissima normalità del successo casalingo.

Dico purtroppo perché chi sa di calcio sa anche che chi ha meno da perdere affronta la gara con uno stato d’animo più sereno e rilassato e che chi gioca in trasferta, anche se si tratta in questo caso di scontro diretto, ha sempre meno da perdere.

Intanto si sono perse le tracce del nostro simpatico ex Presidente.

Anche i suoi fans della stampa sportiva locale sembra se ne siano fatti una ragione.

Che sia rimasto sull’aereo sequestrato al patron?

Naturalmente scherzo anche se qualche premiazione in meno, qualche taglio di torta in meno, qualche passerella in meno nei raduni dei club ha forse consentito una maggior concentrazione sul campo da parte di un ambiente che, con grande professionalità e riservatezza, lascia il palcoscenico solo alla squadra, senza dispersioni di energie o inutili distrazioni.

La classifica è bellissima, quattro squadre a pari punti si disputano il terzo posto.

Una classifica che impone prima di tutto di non perdere.

Poi, se si vince…

Comunque sia, “si può fare”.

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