La Spezia: Guerra tra poveri per il ripristino dei muri a secco delle 5 Terre.

LA SPEZIA- Il Coordinamento Cantieri Scuola giudica negativamente la modalità con cui saranno assegnati i posti di lavoro per il ripristino dei muretti a secco delle Cinque Terre attivato dal Parco Nazionale e altre istituzioni locali  usufruendo di manodopera composta da profughi  pagati con voucher. “Il nostro gruppo da molti mesi”  spiega il coordinatore Gian Carlo Bailo, “aveva mandato  al Presidente del Parco Vittorio Alessandro una lettera con la quale davamo la nostra disponibilità ad essere utilizzati in questo senso: purtroppo senza aver mai ricevuto nessuna risposta. La stessa cosa è avvenuta nelle missive inviate al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e all’assessore Giacomo Raul Giampedrone. Con questa iniziativa, come già denunciato dalla Cgil Regionale, si sta creando un vero e proprio dumping sociale, in soldoni una vera guerra tra poveri. Qui da noi sono state buttate sul lastrico da più di tre anni  ben 149 famiglie Italiane nella perfetta indifferenza delle istituzioni. Avevamo un occupazione che nel bene e nel male ci garantiva un entrata di 800 euro mensili, poi il nulla. Molti stanno vivendo di vere e proprie elemosine erogate dai Caritas e servizi sociali senza che all’orizzonte vi sia una prospettiva di reinserimento lavorativo. Senza polemica ci domandiamo come faccia un paese a pensare all’inserimento lavorativo di migranti quando per i suoi cittadini nativi non prevede nemmeno l’erogazione di un sostegno di cittadinanza per non cadere nella povertà oltre a veri programmi di riqualificazione professionale atti al reinserimento lavorativo. E’ ovvio che molti di noi sarebbe ben disposti ad andare a ripristinare i muri a secco delle Cinque terre a fronte dell’erogazione di un vero stipendio come recita l’articolo 36 delle Costituzione:  il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Oggi ci sembra che tale condizione non sia attuata da parte delle Istituzioni. Rilanciamo un appello alla classe politica e alle istituzioni per riaprire un tavolo per rifinanziare il nostro progetto. Qualcuno abbia il coraggio di assumersi le sue responsabilità e ci risponda”.

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/cantieriscuola.laspezia/

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