Accadeva 50 anni fa: la musica nel 1966 (2)

Nell’articolo precedente abbiamo analizzato quello che accadeva esattamente mezzo secolo fa, in quel 1966 che è stato un anno cruciale per la musica oltre che per le vicende mondiali che hanno caratterizzato l’intero decennio. Eravamo rimasti al primo semestre, al mese di Giugno, ad un’estate che si preannunciava calda su vari fronti, quindi proseguiamo con
Luglio: in questo mese, esce un album fondamentale per il blues moderno, “Bluesbreakers”, composto da un cast stellare di quattro musicisti formidabili: Eric Clapton, John Mayall, John Mc Vie e Hughie Flint. Nel frattempo i Beatles profanano un tempio sacro con un loro concerto, si tratta della Budokan Nippon Hall, teatro giapponese che in seguito diverrà un appuntamento fisso per grandi nomi. A New York, una stazione radio, la WOR-FM, si dedica quasi esclusivamente al rock, scelta rivoluzionaria e ben presto imitata. In Italia, esordisce un timido cantautore che farà molta strada, Lucio Battisti, mentre sul versante beat, l’Equipe 84 sfonda con “Io Ho In Mente Te”, fortunatissima cover. Un certo Reginald Dwight, è alla guida di un quartetto chiamato Bluesology ed esce il loro primo 45 giri; qualche anno dopo, costui sarà conosciuto come Elton John.
Agosto: È il mese dell’atteso nuovo album dei Beatles che farà da spartiacque con i lavori precedenti. Revolver, sposa la psichedelia e contiene un timido embrione di quello che sarà il progressive, “Eleanor Rigby”. La vecchia guardia del rock&roll si fa onore con Roy Orbison che con “Too Soon To Know” è secondo nelle chart americane. Già a quei tempi esistevano i tormentoni estivi, parliamo di “Summer In The City” dei Lovin’ Spoonful mentre al mitico Marquee di Londra, debutta una band che ha fatto la storia del rock-blues, i Cream. Dallo spazio, giungono le prime foto del nostro pianeta grazie alla sonda Lunar Orbiter, nel frattempo, i Big Brother di Janis Joplin sono in studio per il primo album.
Settembre: sbarca a Londra un giovane chitarrista talentuoso che a breve diventerà un mito immortale, Jimi Hendrix. Tutti vogliono imitare i Beatles, tra questi, i Monkees che riscuoteranno un grande successo, anche televisivo. In un periodo dove la musica è quasi solo avanguardia, vola in classifica “Winchester Cathedral” della New Vaudeville Band, famoso motivetto stile anni ’30. Un giovane Gianni Morandi esce con un 45 giri che vede nel lato A “Se Perdo Anche Te”, cover di “Solitary Man” di Neil Diamond (tornata in auge recentemente) e nel lato B la più famosa canzone italiana di protesta contro la guerra nel Vietnam, “C’era Un Ragazzo Che Come Me…”, brano ripreso anche dalla grande Joan Baez. Mentre da noi si comincia a discutere la legge per introdurre il divorzio, George Harrison vola in India da dove tornerà radicalmente diverso contribuendo ad arricchire la musica dei fab four.
Ottobre: un giovanotto di origine greche esordisce con un singolo molto originale, passerà alla storia come Cat Stevens. Il celebre marchio Motown produce “Reach Out I’ll Be There”, successo stratosferico eseguito dal quartetto dei Four Tops. Se in Italia nasce la coppia Mogol-Battisti che va in classifica con “Uno In Più” di Riki Maiocchi, dall’altra parte del mondo, in Australia, furoreggiano gli Easybeats con “Friday On My Mind”; il chitarrista George Young produrrà in seguito, con molta gloria, gli AC/DC. In California nasce il movimento nero di protesta dei Black Panther e nello stesso Stato, i Buffalo Springfield di Neil Young e Stephen Stills eseguono una famosa canzone di protesta contro gli attacchi della polizia, “For What It’s Worth”. In classifica, entra il garage-rock dei Count Five (Psychotic Reaction) e dei Seeds (Pushin’Too Hard).
Novembre: il mese dei morti si rivela alquanto vivace per la musica; i Beach Boys fanno sfracelli con “Good Vibrations” e lo Spencer Davis Group non è da meno con “Gimme Some Lovin’”. L’era della musica psichedelica parte da Londra con gli Electric Prunes di “I Had Too Much To Dream” mentre oltreoceano, le Supremes conquistano anche il pubblico bianco con “You Can’t Hurry Love”. Qui da noi, è il mese della tragica alluvione di Firenze ma anche del primo album di un cantautore genovese emergente, Fabrizio De Andrè. Gli Yardbirds si propongono con un duo da brividi alle chitarre, Jeff Beck e Jimmy Page; John Lennon conosce Yoko Ono ed inizia a girare la leggenda sulla morte di Mc Cartney.
Dicembre: questo anno formidabile finisce col botto; a San Francisco suonano insieme i Jefferson Airplane, i Grateful Dead ed i Quicksilver. Esce un’opera rock chiamata “A Quick One While He’s Away, loro sono i formidabili The Who, entreranno nella leggenda con Tommy e Quadrophenia. La Jimi Hendrix Experience esplode con “Hey Joe”e comincia a farsi notare una band nell’ambiente psichedelico, si chiamano Pink Floyd. Questo 1966 memorabile si chiude con l’ennesimo successo dei Beatles, “Strawberry Fields Forever”. Un anno fondamentale per la musica moderna, innovativo e rivoluzionario, un anno che chiuderà per sempre le porte alla musica del passato.

(Fabrizio Bordone)

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