Antitrust multa gestori del Servizio Idrico Integrato, ma Acam non paga

L’Antitrust, in collaborazione con il Nucleo Speciale della Guardia di Finanza, sta infliggendo elevate  sanzioni nei confronti dei gestori del Servizio Idrico Integrato, a seguito di numerose segnalazioni pervenute all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, da diversi consumatori e Associazioni di consumatori. Infatti, nelle ispezioni effettuate sono risultati diversi comportamenti contrari al Codice del Consumo.

In particolare, nell’accertamento e nella fatturazione dei consumi di acqua, sono state accertate pratiche commerciali scorrette, ingannevoli, omissive e aggressive nei confronti dei consumatori, quali ad esempio:
-omessa rilevazione dei consumi reali (lettura dei contatori) e mancata acquisizione delle autoletture, con conseguente fatturazione sulla base di stime che a volte si sono rivelate con errori o anormalmente elevate;
-invio di fatture di conguaglio pluriennali di importi esorbitanti;
– accollo al consumatore di gran parte dell’onere di pagamento dell’acqua non consumata effettivamente, a causa di perdite occulte nell’impianto idrico;
-imposizione, nel caso di nuova attivazione, del pagamento delle morosità maturate dal precedente utente;
-invio di solleciti di pagamento con minaccia di distacco in pendenza di reclami.

Per le condotte scorrette di cui sopra è stata sanzionata, con oltre due milioni di euro “Acea Ato 2”. Altri gestori nel mirino dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e sistema idrico sono stati:  “Gaia Spa” società a totale partecipazione pubblica, gestore Unico del Servizio idrico integrato dell’Ato n.1 “Toscana nord”, con una sanzione pari a 60.000 €, per aver richiesto il pagamento della depurazione, alle utenze che non usufruiscono del relativo servizio;

Supermulta dell’Antitrust: un milione di euro ad “Abbanoa Spa” per pratiche commerciali scorrette relative ad accertamenti e fatturazione dei consumi, subentro nelle utenze, mancata effettuazione delle letture periodiche ecc. ecc. “Abbanoa Spa” è il gestore unico in regime di monopolio del servizio idrico integrato a seguito dell’affidamento in “House provviding”, avvenuto con deliberazione dell’Autorità d’Ambito, oggi ente di governo dell’Ambito della Sardegna. L’azienda è partecipata da ben 343 Comuni Sardi.

Ora facciamo una riflessione: le sanzioni di qualunque tipo, che vengono inflitte a Società  partecipate dai Comuni, come vengono contabilizzate nei bilanci di queste società?  Un esempio tipo, che vale per tutti i casi in questione: nel 2007 Atc spa, facente parte del gruppo Atc, ha avuto una perdita di euro 714.347,00 a seguito di una sanzione di euro 424.830,00, operata dall’”Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato”iscritta in bilancio, alla voce “accantonamenti per rischi” . Tale sanzione come è noto, a tutti i soci di Atc, cioè a tutti i Sindaci e a tutti i consigli comunali, non può essere iscritta in bilancio. Tale iscrizione ha comportato un danno economico a carico di tutti i cittadini. La normativa prevede che tale sanzione debba essere pagata dagli amministratori di quella società, che direttamente con il loro operato hanno cagionato un danno ingiusto alla azienda. Se così non fosse, non vi sarebbe alcuna responsabilità da parte degli amministratori di società pubbliche.  E’ naturale, che il cittadino, sia contento ed  esulti se un’Autorità superiore, infligge sanzioni a questo tipo di società, per aver effettuato, pratiche scorrette, omissive, ingannevoli, che lo riguardano, ma non pensa che la sanzione è a suo carico. Pertanto, in questi casi, le sanzioni inflitte, a Società Partecipate  Pubbliche, contabilmente, vengono allocate nei loro bilanci e questa pratica scorretta, influenza il  loro risultato economico. Di conseguenza, queste poste negative, passano dai bilanci delle società partecipate ai bilanci dei Comuni soci, tramite i Contratti di Servizio,  e i Comuni soci, con i loro bilanci, le“ribaltano” sui cittadini, tramite tasse e imposte. Ricordo, (anni 2007-2008), di un Sindaco della Spezia, presente ad una festa dell’Unità al Limone che, a una domanda posta sui  disservizi di Acam, rispose prontamente che avrebbe sanzionato la nostra Multiutility: come se la società non fosse  parte del Comune.

Cosi, come nel disastro Acam, i cittadini, nel momento in cui pagano, tari, tasi, bollette di acqua, ecc.,  devono capire, che  in quegli importi, ci sono anche, sia pure rateizzati fino al 2034,  gli interessi passivi, che maturano, sui circa 400 milioni di debiti che  Acam ha contratto nei confronti delle banche, e che i cittadini se ne devono fare carico, visto che questa “debenza” , non è stata accollata a nessun responsabile per cattiva gestione.

Mario Bonelli Dottore Commercialista Revisore dei conti enti locali.

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