Purity di Jonathan Franzen. Recensione di Gaia Fabbri

Purity
di Jonathan Franzen

traduzione di Silvia Pareschi
637 pagine 22 €
Einaudi 2016

 

Devo fare una premessa che è anche una confessione: prima di Purity non avevo mai letto Franzen. Dopo averlo letto, me ne sono follemente innamorata.

La protagonista è Purity Tyler, detta Pip (sì, proprio come il protagonista di Grandi speranze di Dickens), giovane donna che ha un rapporto molto intenso e complicato con la madre, donna fragile e un po’ squilibrata che si rifiuta di darle notizie sul padre, che lei non ha mai conosciuto. Attraverso una ragazza tedesca Pip entra in contatto con il Sunlight Project, un colosso di informazioni illegalmente divulgate e con Andra Wolf, il carismatico leader di questa organizzazione, che potrebbe aiutarla a ritrovare il padre e che segnerà profondamente la sua vita.

La vicenda è narrata da quattro differenti punti di vista, l’ambientazione temporale e geografica cambia continuamente, la narrazione resta scorrevole ma richiede al lettore uno sforzo di attenzione e concentrazione, come spesso accade quando ci si confronta con la grande letteratura.

 

Liberitutti

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