Un domani pieno di speranza di Marcello Delfino

LA SPEZIA – Battuta d’arresto da non drammatizzare e da non sottovalutare.

Occorre mantenere la mente serena consapevoli, però, che le difficoltà cresceranno con l’avvicinarsi dei tempi dei verdetti e delle classifiche, quelle finali.

Tutto l’ambiente deve lucidamente ragionare su come siano gli atteggiamenti migliori per essere d’aiuto nella fase decisiva.

La società si raccolga a difesa della sua squadra con la serietà e la sobrietà fin qui dimostrata.

Si evitino fughe di notizie in ordine a futuri movimenti di mercato, rinnovi o partenze, non si distragga la concentrazione dall’obiettivo che è assolutamente alla portata.

Gli sportivi non si lascino andare a critiche eccessive ed a processi sommari con banali distribuzioni di responsabilità.

Ora non è il momento delle analisi e delle disquisizioni da parte dalla nutrita schiera di tecnici che, me compreso, seguono con competenza a loro dire indiscutibile le vicende della squadra.

È il momento della semplicità, del tifo puro, a prescindere, del sostegno a chiunque entri in campo con la maglia bianca, sia che faccia bene o meno bene, del calore che trasmetta fiducia e vicinanza.

Ci sarà il tempo delle analisi e delle relative considerazioni a commento, speriamo, delle celebrazioni per il successo raggiunto piuttosto che alla ricerca delle cause che lo avessero malauguratamente impedito.

Per gli sportivi è questo il momento del cuore, per essere un po’ romantici, più che della mente.

Per chi va in campo e per chi ne sta ai lati è il tempo nel quale cuore e mente devono camminare insieme, cercando di commettere meno errori possibili.

Forse occorrerà, sul piano atletico, ritrovare quella freschezza che, d’altronde, non poteva non venire meno dopo quella indigestione di risultati positivi che ci ha fin qui entusiasmato.

Ci attendiamo che qualche significativo rientro sia funzionale anche a questo rilancio così da riprendere un discorso purtroppo interrotto da un episodio sfortunato che rischia di pesare più del dovuto proprio perché ha mortificato un percorso che ci eravamo illusi non dovesse conoscere passi falsi.

Senza entrare nell’analisi della partita dello Spezia, ripensando alla sconfitta interna col Trapani, credo vada dato merito a mister Cosmi di avere, con una sostituzione, ribaltato l’esito di una gara che fino ad allora aveva conosciuto un unico padrone e che pareva avviata ad una più logica conclusione.

A Cagliari servirebbe un’impresa o un’impresina.

Non sarà facile ma, come dice il nostro inno, “si può fare”.

Ma qualche riga va certamente dedicata alla squadra Primavera che ha disputato una storica semifinale del Torneo Giovanile di Viareggio cedendo ai rigori dopo uno scontro appassionato e combattutissimo con la ben più titolata Juventus.

I nostri ragazzi, rimasti in inferiorità numerica e rimontati dall’avversario, hanno reagito nel finale come forse pochi si sarebbero aspettati e con azioni lineari ed ordinate hanno chiuso la Juventus nel fortino della propria area di rigore.

Il premio, che poi si rivelerà beffardo, è giunto con una prodezza allo scadere, sull’ultimo corner, grazie ad un colpo di tacco che se fosse stato eseguito in una partita di serie A sarebbe stato celebrato per giorni.

Non mi piace fare nomi, perché questi ragazzi hanno dimostrato di essere squadra vera ed ognuno di loro ha onorato la maglia come meglio non si potrebbe fare.

I complimenti vanno certamente ai responsabili del settore giovanile, a mister Gallo ed al su staff che stanno crescendo talenti a gettito continuo anche grazie alla collaborazione con la scuola calcio nigeriana che ha, oltretutto, il merito di essere per questi ragazzi una luce di speranza nelle tenebre africane.

La “cantera” dello Spezia sta diventando una fucina di giovani bravi e preparati che andranno poi gestiti con intelligenza e cautela.

Son queste le cose che, a parte le vicende appassionanti di questo campionato, ci devono rendere fiduciosi per un domani pieno di speranza.

Advertisements
Annunci
Annunci