Arriva il Circo Orfei, animalisti in presidio

Si svolgerà sabato 2 aprile alle 16:30 il primo presidio di contestazione contro l’attendamento dell’ennesimo circo con Animali Orfei, che resterà in città sino al 10 aprile p.v.
Attivisti e cittadini si ritroveranno in zona Le Terrazze a manifestare contro l’uso degli animali nei circhi, una tradizione tanto anacronistica quanto crudele, ormai inammissibile in una società che vuole definirsi civile.
Uniti per lanciare forte e chiaro un messaggio alle istituzioni: La Spezia non vuole circhi con animali.
La protesta, a carattere pacifico, si svolgerà con toni e pacati e civili con l’obiettivo di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della questione animale, argomentando la posizione dei cittadini contrari a questa pratica ed invitando gli spettatori a boicottare il circo per optare ad altre attività.
Striscioni, megafoni, fischietti e tanti volantini informativi, a documentare l’incontestabile sofferenza che si cela dietro il tendone: la detenzione degli animali nei circhi è infatti in netto contrasto le loro esigenze biologiche ed etologiche e l’addestramento prevede l’utilizzo di metodi coercitivi e violenti come uncini roventi, pungoli elettrici, frustate violente, privazione di acqua e cibo nonché del bene più prezioso che esista: la Libertà.
A chiunque abbia assistito a spettacoli con animali sarà capitato di notare che, durante l’esibizione, gli animali sono terrorizzati: come i leoni, che strisciano sulla pancia, con le orecchie abbassate indietro, ringhiando sommessamente; o i cavalli, eretti sulle zampe posteriori, ai quali un frustino ben in evidenza, ricorda cosa li attende, come un triste dejavù, se non eseguono i comandi. Alcuni di loro non imparano mai, la loro volontà non può essere piegata, così muoiono per le ferite o semplicemente per inedia, perché sono talmente disperati e rassegnati che si rifiutano di mangiare. Ogni giorno sono costretti a compiere gli stessi identici movimenti all’interno di spazi ridottissimi; gli elefanti ad esempio sono in genere immobilizzati da due corte catene metalliche legate alle zampe. Fermi in piccoli box in mezzo ai loro escrementi, passano la giornata dondolando ossessivamente il capo, l’unico movimento possibile.  Agli animali non resta che dormire o girare nervosamente nelle loro gabbie basse e strette; reagiscono alla frustrazione dei loro istinti naturali e allo stress causato dalla prigionia e dalla ripetizione di movimenti stereotipati sviluppando problemi nervosi, che talvolta possono portare a comportamenti aggressivi. Come se ciò non bastasse gli animali del circo sono costretti a viaggi lunghi ed estenuanti, sotto il sole cocente o sotto la pioggia e la neve. Il circo Medrano percorre ad esempio ogni anno circa 10.000 km.
 
Davvero abbiamo bisogno di questo per divertirci? Davvero possiamo ignorare tanta sofferenza per un intrattenimento che dovrebbe solo rattristarci ed indurci ad una riflessione? Davvero vogliamo lanciare ai nostri bambini ed alle future generazioni un messaggio tanto diseducativo, che implica la visione degli animali come meri oggetti, ad uso e consumo della specie umana in virtù della sua supremazia fisica?
Questa realtà è ormai sotto gli occhi di tutta la collettività e per fortuna i tempi sembrano ormai maturi per una svolta decisiva in questo senso: è stato da poco infatti presentato un disegno di legge dal ministro dei beni culturali Dario Franceschini, già approvato in consiglio dei ministri alla fine di gennaio e adesso all’esame del Senato, finalizzato alla graduale eliminazione dell’utilizzo degli animali negli spettacoli circensi. (www.corriere.it).
Una notizia che allieta le associazioni animaliste e con la quale i vari Orfei, Medrano, Togni & co. si troveranno presto a dover fare i conti. Nel frattempo ci auguriamo che sindaci ed istituzioni si adoperino per limitare al massimo l’attendamento di tali circhi in città ed in questo senso il comune di Alessandria può costituire un ottimo esempio da cui trarre spunto. Il regolamento CITES (linee guida finalizzate alla promozione del benessere degli animali al seguito di circhi e mostre itineranti) parla chiaro: “Le indicazioni inerenti i requisiti minimi indicati di seguito, non devono essere considerate come una giustificazione o un invito a mantenere determinate specie nei circhi. In particolare si raccomanda che futuro non vengano più detenute le specie in via di estinzione o il cui modello gestionale non è compatibile con la detenzione in una struttura mobile quali, ed in particolare: primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci.” Ciò significa che le amministrazioni comunali possono deliberare al fine di imporre restrizioni più severe al regolamento già in essere.
Ebbene, Alessandria nel 2011 ha emesso un’ordinanza che vieta in toto l’utilizzo nei circhi di: primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci. 
Ai circhi con animali inoltre non viene rilasciata più di una concessione all’anno. si impone che l’area destinata agli spettacoli viaggianti sia “concessa in via prioritaria al complesso che non utilizza animali nei propri spettacoli”. Unito al fatto che può attendare un solo circo l’anno, se vi fossero circhi senza animali (e speriamo ce ne siano in futuro) nessun circo con animali potrebbe attendarsi.  
Se la nostra amministrazione ha orecchie per intendere intenda.
 
La contestazione terminerà con un presidio di chiusura domenica 10 aprile p.v. alle ore 17.00.
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