Sabato 2 aprile presentazione del libro “Ho sparato a Garibaldi” di Arrigo Petacco e Marco Ferrari. Ore 18, libreria Liberi tutti.

LA SPEZIA– Il 29 agosto 1862 Garibaldi fu ferito al malleolo sull’Aspromonte durante uno scontro con le truppe regie, episodio diventato celebre anche grazie a una popolare canzone che, però, non fa il nome di chi sparò: il tenente dei bersaglieri Luigi Ferrari, che poco dopo subì analoga sorte, tanto che gli venne amputato un piede. Dimessosi dal servizio, nel 1865 Ferrari fu nominato, con decreto regio, sindaco del paese natale, Castelnuovo Magra. Claudicante, girava con quattro medaglie al petto nascondendo però la motivazione della onorificenza: “adempì all’amaro compito di comunque fermare il generale Garibaldi in marcia verso Roma“. Il suo segreto resse finché un vecchio commilitone rivelò: “sapete chi è il nostro sindaco? L’uomo che ha ferito Garibaldi alla gamba”. E da quel momento il destino di Ferrari fu segnato. Divenne il nemico numero uno dei repubblicani, dei socialisti, di tutti i benpensanti e i patrioti. Schivava i compaesani che gli cantavano in scherno: “noi sappiam di chi fu / quella baia funesta / che ferì Garibaldi onorato / che alla Spezia fu distaccato / disonore a chi gli sparò”. E un bel dì si dimise e si trasferì altrove.

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Arrigo Petacco e Marco Ferrari, discendente di Luigi Ferrari, si mettono sulle sue tracce e ne svelano la vita maledetta, segnata da quell’episodio dell’Aspromonte. Ne nasce il ritratto di un’epoca, di un piccolo borgo, di una comunità e di una famiglia che ha sempre difeso quel povero soldato che non aveva fatto altro che obbedire agli ordini. Sarà presente l’autore Marco Ferrari, introdotto da Patrizia Fiaschi.

Letture a cura del Circolo Letture ad Alta Voce LaAV La Spezia

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