Il difficile viene ora di Marcello Delfino

LA SPEZIA – Con il senno di poi, dopo che si è fatto molto, si usa dire che il difficile venga sempre dopo.

Ma se non si fosse fatto quello che è stato fatto fino ad ora, tutto sarebbe ancora più difficile se non difficilissimo.

È un po’ come quando si intraprende una cura dimagrante allorché, dopo aver perso magari con sacrifici inenarrabili una quindicina di chili, ti senti dire dal dietista la solita frase: il difficile viene ora.

È una considerazione che ti fa imbestialire ma che nasconde una profonda verità.
Passato l’entusiasmo che ti ha accompagnato per realizzare l’impresa, si tratta di trovare l’equilibrio che ti consenta di mantenere il risultato raggiunto.

È quello che serve oggi allo Spezia: conservare quella serenità mentale e quella freschezza fisica, in stretto rapporto fra di loro, che ti consentano quella continuità di risultati che ora diventa più importante delle imprese clamorose.

Non c’è più bisogno di vincere per forza, di vincere sempre.

Da adesso in poi sarà necessario capire quando occorrerà accontentarsi, quando sarà utile comunque muovere la classifica, quanto un punto sia sempre meglio di zero punti.

È il momento, assai difficile, di passare dall’euforia alla fredda consapevolezza del proprio valore, consapevolezza che non dovrà essere scalfita neppure da eventuali passi falsi che, viste le sempre crescenti difficoltà, andranno comunque preventivati.

Ma la squadra è matura, gli innesti invernali hanno portato, oltre a indiscusse qualità tecniche, l’esperienza, la malizia e quel po’ di cinismo necessari.

Una squadra sempre più padrona di se stessa e del campo, dove ognuno ha chiaro il compito che deve svolgere e dove ognuno non si limita, tuttavia, ad eseguire solo il suo compito.

Attaccanti forti in zona gol e generosi nei ripiegamenti, centrocampisti capaci di coprire la zona nevralgica del campo e lesti nel riproporre quelle che oggi chiamiamo ripartenze, difensori sempre più concentrati ed umili che obbediscono alla necessità di garantire alla squadra il giusto equilibrio, soprattutto quando collaborano alla fase offensiva.

Nell’incontro interno contro il Modena abbiamo rivisto il miglior Catellani, rapido e devastante come sa essere e senza quella frenesia che spesso lo porta a strafare per eccesso di generosità.

Abbiamo apprezzato la disponibilità di Nenè che, entrato a partita inoltrata, non ha fatto mancare il suo apporto anche in fase difensiva, soprattutto sui calci d’angolo, la fase più delicata per la nostra difesa.

Si ha spesso la sensazione che, talvolta, l’entrata di Nenè sia più dovuta alla necessità di rafforzare le batterie antiaeree nella nostra area di rigore durante gli assalti del fine gara che non a dare il suo contributo nella zona a lui più congeniale, dove peraltro la sua presenza si fa sentire fra gol realizzati e conclusioni sfortunate.

Sembra decisivo il ruolo che ha assunto nella squadra Sciaudone, capace di pressing alto sull’iniziatore della ripartenza avversaria, di rincorse all’indietro e, soprattutto, dell’ultimo passaggio quando non disdegna la conclusione con significativi successi.

Con il rientro di Situm, la freccia dell’Adriatico, e la riproposizione della fascia sinistra più forte della categoria, ci sarà da scegliere per l’ottimo allenatore e da divertirsi per gli sportivi.

Lo dicevo quando le cose non andavano bene e lo ripeto oggi che siamo pieni di entusiasmo: nel calcio la miglior medicina sono i risultati.

Sono un tonico la cui efficacia non ha paragoni con alcun farmaco stimolante.

Speriamo di non farceli mancare o di saperne fare a meno se per caso ci verranno a mancare.

La trasferta di Chiavari è vissuta dagli sportivi con la giusta partecipazione per la vicinanza territoriale anche se non ha assunto, almeno per ora, il sapore del derby.

Non per sbnobismo ma per una consuetudine che non si è consolidata, la rivalità fra Spezia ed Entella non ha ancora assunto quelle spigolosità tipiche dei derby.

Venerdì sera ci sarà dunque un grande esodo verso Chiavari con un grande pubblico sempre più maturo ed affidabile che ci fa pregustare una partita bella ed appassionante.

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