Crisi giunta comunale e deleghe congelate. La città ostaggio delle lotte intestine al PD

LA SPEZIA – Un consiglio comunale molto partecipato e pieno di aspettative è andato in scena questa sera. Sala gremita da stampa, cittadini, comitati e attivisti politici. La situazione della giunta è chiaramente molto grave, nel giro di 3 giorni la città si è trovata senza gli assessori con le deleghe più importanti (sanità, politiche sociali, cultura, pubblica istruzione, bilancio, ambiente) ma il sindaco ha deciso di congelare le deleghe in attesa di una riappacificazione che non avverrà perchè, come ha dichiarato l’assessore dimissionario Alessandro Pollio, “le dimissioni sono irrevocabili come recita l’articolo 52, comma 2, dello statuto comunale“.

L’opposizione ha quindi presentato una mozione urgente per chiedere le dimissioni del sindaco Federici che la maggioranza (istinto di autoconservazione?) ha prontamente bocciato all’unanimità.

Ora è chiaro che questa situazione grottesca si è venuta a creare per mere questioni di potere tutte interne al PD ed è inaccettabile che a rimetterci sia l’interesse di tutti quei circa 90.000 abitanti del comune della Spezia. Il sindaco Federici e la sua giunta non devono mai dimenticare che i loro datori di lavoro sono i cittadini che li stipendiano per amministrare la città come il buon padre di famiglia.

Lo stesso statuto comunale, sempre articolo 52, recita che “Gli Assessori cessano dalla carica per decesso, dimissioni, revoca o decadenza; in ogni caso il Sindaco provvede alla eventuale sostituzione nel più breve tempo possibile secondo quanto stabilito dallo Statuto“. E’ quindi responsabilità e dovere di Massimo Federici sostituire velocemente i 4 assessori senza perdere ulteriore tempo appellandosi ad una riappacificazione improbabile.

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