Ai confini della realtà: storie musicali assurde (1)

Come nasce una bufala, una notizia inverosimile, ai limiti dell’assurdo? Innanzitutto, perché riesca bene, bisogna fornire più particolari possibili e se la fonte gode di un minimo di autorevolezza, il gioco è fatto. Nel mondo dello spettacolo, del cinema e della musica, se ne trovano a centinaia e più il personaggio coinvolto è famoso, meglio funziona. Ma chi alimenta queste leggende? Se in campo politico si inventano notizie per colpire la fazione nemica, nello spettacolo vengono spesso ingigantite ad arte da qualche manager, dalle case discografiche, dall’artista stesso o da fans e mitomani. Partiamo da Freddie Mercury, il compianto leader dei Queen scomparso nel ’91 stroncato dall’Aids. Leggenda vuole che la sua ritrosia a concedere sorrisi, fosse dovuta ad una malattia molto rara che gli procurava una crescita anomala e costante dei denti superiori, al punto di doverli limare periodicamente. In realtà, aveva una normale dentatura sporgente che non corresse mai, come tante persone comuni.

Molti si chiesero come mai un mito della musica come Bob Dylan non abbia partecipato al raduno più importante della storia, quello di Woodstock. La bufala che circolò ai tempi fu che il menestrello del Minnesota si trovasse in una clinica per cambiare totalmente il proprio sangue e disintossicarsi dall’eroina. La versione alternativa è che Dylan ebbe un incidente con la moto, e questo è certificato, dove venne ipotizzato che sia rimasto sfigurato perdendo anche due arti. Peccato che il famoso Festival si tenne tre anni dopo e Bob non partecipò perché voleva sfuggire l’assedio dei fans che da tempo avevano invaso totalmente la sua vita privata.

Un esempio di bufala studiata ad arte per farsi pubblicità è quella di Alice Cooper, cantante che ha fatto del macabro la costante dei suoi concerti dal vivo. Egli stesso racconta che durante uno spostamento aereo, un’anziana signora seduta accanto a lui morì nel sonno e, prima di essere portata via, le venne controllato il collo alla ricerca di segni di morsi. Le leggende che implicano storie a sfondo sessuale sono tra le più gettonate e tra le più assurde.

Una di queste, riguarda i grandi Led Zeppelin, tanto grandi quanto trasgressivi e parla di una groupie di 17 anni e di uno squalo. Il luogo dove è ambientata sarebbe un hotel di Seattle dove si può pescare direttamente stando in camera e si racconta che la disinibita giovane sia stata stuprata utilizzando parti di squalo fatto a pezzi mentre la variante vuole che la giovane fan sia stata consenziente.

Questa bufala boccaccesca fa il paio con la ben più famosa vicenda che vide coinvolti Mick Jagger dei Rolling Stones e la storica compagna Marianne Faithfull. Questa diceria nasce dall’irruzione della polizia nella villa di Keith Richards dove gli Stones si riunivano ed è stata alimentata per rimarcare quanto il mondo delle star musicali sia perverso, diabolico e saturo di droghe di ogni tipo. La bufala sostiene che la polizia trovò Jagger intento a mangiare una barretta di Mars che spuntava dalle parti intime della bionda fidanzata. La verità accertata è che la Faithfull fosse con l’accappatoio perché reduce da una doccia ma essendo in preda all’Lsd, continuava a denudarsi davanti ai poliziotti.

Questa fantasiosa storiella la accompagnerà per tutta la vita. Incredibile anche la spiegazione data al nome della raffinata band 10cc, quelli di “I’m not in Love” e non è nemmeno chiara la fonte. Qualcuno, infatti, ha iniziato a dire che 10cc sia la quantità di sperma prodotto con un’eiaculazione. Aldilà dell’assurdità scientifica, senza fondamento alcuno, il nome fu dato dal loro manager che lo aveva sognato. Un altro filone molto sfruttato nel campo delle bufale è quello della iella.

Il caso più emblematico e drammatico, in casa nostra, è quello della grande Mia Martini del quale parlammo nell’articolo seguente: http://www.laspeziaoggi.it/2015/03/23/mia-martini-la-stella-triste/ . Nello stesso articolo viene citato anche Marco Masini, sebbene quest’ultimo ne sia uscito in modo meno traumatico.

Ma anche una star internazionale come Eric Clapton ha subito questa onta infamante a causa di alcune vicende tragiche che lo hanno colpito o solo sfiorato. Nel 1990 si tenne un grande concerto all’Alpine Valley dove partecipava con i fratelli Vaughan ed altri artisti e proprio Stevie Ray Vaughan gli chiese la precedenza per salire sull’elicottero che lo avrebbe riportato in albergo in quanto stanchissimo. Lo schianto del velivolo fece quattro vittime ma persino la tragedia del piccolo Conor, il figlio avuto da Lory Del Santo precipitato da un grattacielo venne collegato alla iella. Il motivo? Nella scena iniziale del film “Arma Letale” una ragazza perde la vita buttandosi da un palazzo ed Eric Clapton ha il “torto” di essere il compositore della pellicola, pazzesco…

Di queste storie ce ne sono tante da raccontare, lo faremo in una seconda parte la settimana prossima.

(Fabrizio Bordone)

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