Lella Paita, Catone* in Consiglio regionale.

GENOVA – Con parole di fuoco la spezzina Lella Paita, ha criticato pesantemente l’ingresso nel Consiglio Regionale dell’8 marzo della consigliera della Lega Nord Stefania Pucciarelli, vestita provocatoriamente con un burqa.

Le istituzioni vanno rispettate ha tuonato la Lella. Giusto. Le istituzioni vanno rispettate. A mio modesto parere devono rispettarle in primis coloro che le rappresentano e non sono certo quei politici che, per esempio, dilapidano soldi pubblici, che si garantiscono vitalizi senza contributi, che tra le spese di rappresentanza ci infilano mutande e sexy toys, quei tecnici che progettano piazze senza logica. Dimostra meno rispetto per le istituzioni e per i cittadini chi baratta la salute pubblica in cambio di tangenti, sempre per esempio.  

E’ bizzarra una polemica per un burqa sollevata da Lella Paita che ha sulle spalle un avviso di garanzia per un’alluvione devastante dove hanno perso la vita delle persone.  La Pucciarelli non rispetta le istituzioni? Ma non prendiamoci in giro! E’ un gesto provocatorio, certamente, ma non offende nessuno.

Così come è possibile e lecito vedere donne col burqa passeggiare in via XX settembre a Genova, in via Prione alla Spezia e in qualunque altra città d’Italia e del mondo, al supermercato o ad attendere i figli all’uscita da una scuola, a mio parere è ipocrisia cacciare una donna col burqa dal Consiglio Regionale.

*Marco Porcio Catone,  politico, generale e scrittore romano. Nel 184, fu eletto censore ed esercitò questa carica per quattro anni così bene che gli venne assegnato il soprannome di Censore (anche per il suo carattere severo, per il suo austero moralismo e per l’asprezza delle critiche rivolte da lui contro ogni indizio di corruzione delle antiche virtù romane).

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